I leader dei 27 Paesi si riuniscono oggi, 15 ottobre, e domani, a Bruxelles per un vertice che si aprirà alle 10:00 con la competitività europea. Seguirà il confronto sui costi dell’energia, uno dei dossier più delicati delle due giornate.
Le aspettative per il Consiglio europeo sono contenute: secondo fonti diplomatiche europee, non dovrebbero arrivare decisioni significative. L’obiettivo sarà soprattutto individuare una direzione comune, tra crescenti pressioni economiche e tensioni internazionali. Le divergenze tra le capitali rendono per ora difficile trovare risposte condivise sulle guerre, sui rapporti con la Russia e sul futuro dell’Unione.
Energia e bilancio, la richiesta di flessibilità di Meloni
La Commissione europea ha proposto di rinviare alcune disposizioni del regolamento sul metano e rivedere le norme temporanee sugli aiuti di Stato per contenere i prezzi. Per alcune delegazioni, però, queste misure non sarebbero sufficienti. Rimane irrisolta anche la questione della formazione del prezzo dell’elettricità, spesso influenzato dal costo del gas.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni intende chiedere maggiore flessibilità nelle regole di bilancio, per consentire agli Stati di contrastare il caro energia senza compromettere i conti pubblici. La richiesta, avanzata anche dalla Grecia, incontra resistenze: alcune fonti diplomatiche riconoscono gli sforzi italiani per ridurre il deficit, ma ritengono che non sia il momento di allentare i vincoli del Patto di stabilità.
La prima giornata comprenderà anche i rapporti commerciali con la Cina, il bilancio pluriennale 2028-2034 e l’ingresso di nuovi Stati membri. Il Montenegro è tra i candidati più avanti nel percorso di adesione; si valuta inoltre la possibilità di semplificare alcune procedure decisionali sull’allargamento.
Ucraina e sicurezza europea, poi il Medio Oriente
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parteciperà venerdì 16 ottobre al primo confronto di politica estera, aggiornando i leader sugli sviluppi della guerra. La discussione riguarderà il rafforzamento delle sanzioni contro Mosca e le risorse per Kiev: il prestito europeo da 90 miliardi di euro previsto per il biennio 2026-2027 potrebbe non coprire tutte le esigenze ucraine.
A complicare il confronto c’è l’accordo sul gasolio russo annunciato dal presidente americano Donald Trump, già criticato da Meloni. Il tema potrebbe entrare nelle conclusioni del vertice con una presa di posizione dei leader europei.
Sarà discussa anche la possibilità di nominare un inviato politico dell’Unione europea per l’Ucraina, richiesto da Kiev per rafforzare la presenza europea nei negoziati internazionali. Non è però attesa una nomina immediata.
Il capitolo sulla sicurezza europea comprenderà gli attacchi ibridi attribuiti, con diversi livelli di certezza, alla Russia. Il confronto sul Medio Oriente toccherà Gaza e la Cisgiordania, le tensioni che coinvolgono Iran, Yemen e Libano e gli sviluppi in Siria.
Migrazioni, la riunione sulle soluzioni innovative
Le politiche migratorie occuperanno l’ultima parte del Consiglio. Meloni ospiterà, prima dei lavori di venerdì, una riunione informale con Danimarca e Paesi Bassi sulle cosiddette soluzioni innovative per la gestione dei flussi.
Tra le ipotesi figurano i centri per i rimpatri nei Paesi terzi, un modello sul quale l’Italia ha già investito attraverso l’accordo con l’Albania. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen, in una nuova lettera ai leader, ha evidenziato il calo degli arrivi irregolari, richiamando però l’attenzione sulle criticità ancora presenti.
Il vertice si concluderà con la conferenza stampa del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e di von der Leyen.
