CVS Pharmacy Inc. e diverse sue controllate hanno accettato di pagare 315 milioni di dollari per risolvere una causa negli Stati Uniti sulla dispensazione, ritenuta illegale, di oppioidi ad alto rischio di dipendenza senza necessità medica. L’accordo transattivo è stato annunciato martedì dai funzionari del dipartimento della Giustizia.
La causa, avviata nel 2024 durante l’amministrazione del presidente Joe Biden, accusava il gruppo sanitario di aver fornito enormi quantità di oppioidi e altre sostanze controllate «per alimentare i propri profitti a scapito della salute e della sicurezza pubblica». L’intesa rientra nelle iniziative del governo federale per chiamare a rispondere le aziende accusate di aver contribuito alla crisi delle dipendenze e delle overdose.
«L’accordo di oggi è una tappa significativa negli sforzi del dipartimento della Giustizia per combattere l’epidemia di oppioidi, contrastando le farmacie che evadono illegalmente le prescrizioni di sostanze controllate», ha dichiarato il procuratore generale associato Stanley Woodward.
Le accuse sui controlli e sui rimborsi pubblici
Il dipartimento contestava la violazione del Controlled Substances Act attraverso l’evasione di prescrizioni illegittime per dosi elevate di potenti oppioidi che «alimentavano la dipendenza e l’assuefazione». Secondo l’accusa, la società aveva dispensato grandi quantità di questi farmaci sulla base di ricette provenienti da strutture note per prescrivere medicinali senza una finalità medica legittima.
La causa sosteneva che la carenza di personale, unita ai parametri di rendimento e alle politiche di retribuzione incentivante adottate dall’azienda, spingesse i farmacisti a evadere rapidamente le ricette senza verificarne la legittimità. I medicinali venivano spesso fatturati a Medicaid e ad altri programmi sanitari federali, che ne rimborsavano il costo.
La posizione dell’azienda e le nuove garanzie
CVS ha respinto con fermezza le contestazioni, precisando che l’accordo non comporta alcuna ammissione di illeciti. L’azienda ha affermato che i suoi farmacisti erano formati «nell’uso sicuro e appropriato di tutti i medicinali» e che aveva introdotto programmi «ai massimi livelli del settore» per aiutarli a «prendere le decisioni migliori nell’interesse dei pazienti».
Già all’avvio della causa, il gruppo aveva contestato l’applicazione ai farmacisti di «standard professionali vaghi, indefiniti e in continua evoluzione» per la dispensazione degli oppioidi soggetti a prescrizione.
L’intesa impone anche ulteriori misure di tutela. CVS dovrà «attuare ulteriori garanzie per assicurare che i farmaci oppioidi e le altre sostanze controllate prescritti vengano dispensati solo quando clinicamente appropriato», ha dichiarato Brett Shumate, a capo della divisione civile del dipartimento della Giustizia.
Gli accordi per finanziare la risposta alla crisi
Nell’ultimo decennio, i produttori di farmaci, i grossisti, le farmacie e altre società hanno raggiunto accordi con le amministrazioni degli Stati Uniti per un totale superiore a 50 miliardi di dollari. La maggior parte del denaro è destinata a contrastare una crisi collegata, in alcuni anni, a oltre 100.000 morti nel Paese, anche se recentemente i decessi sono diminuiti nettamente.
La maggioranza delle intese e degli importi riguarda le amministrazioni statali e locali. Anche il governo federale ha però concluso diversi accordi, compresi quelli raggiunti negli ultimi due anni con le catene di farmacie Walgreens e Walmart.
