Le autorità del Nepal hanno invitato la popolazione ad allontanarsi dalle rive dei fiumi dopo le piene improvvise che hanno colpito il Budhi Gandaki nelle prime ore di domenica. L’inondazione ha investito il distretto di Gorkha, nella zona montuosa settentrionale, circa 100 chilometri a ovest della capitale Kathmandu. Residenti e turisti sono fuggiti per mettersi al sicuro.
Almeno quattro persone risultano disperse. Secondo The Kathmandu Post, vivevano in una baracca sulla riva dell’Ungilung, un affluente del Budhi Gandaki. La struttura era tra i quattro ricoveri per il bestiame trascinati via dall’acqua, che ha portato via anche 15 yak.
Le piene in Nepal hanno distrutto decine di abitazioni: The Himalayan Times ha indicato un bilancio di 35 case spazzate via. La polizia ha confermato la distruzione di tre ponti, due passerelle pedonali sospese e un ponte in acciaio.
L’acqua ha danneggiato anche un campo destinato agli operai e le attrezzature da costruzione di un progetto idroelettrico. Almeno 18 lavoratori presenti nel campo sono riusciti a mettersi in salvo. Le verifiche sui danni proseguono e la loro entità complessiva non è ancora chiara.
La possibile frana all’origine dell’inondazione
La piena sarebbe stata provocata da una frana che avrebbe ostruito un affluente, prima dell’improvviso rilascio dell’acqua verso valle, secondo il Dipartimento di idrologia e meteorologia. Le autorità hanno individuato un grande smottamento vicino al villaggio di Chumchet, ma non hanno ancora confermato la causa precisa dell’inondazione.
Gli abitanti hanno riferito di aver sentito forti rombi provenire dai corsi d’acqua vicini a partire dalle 4 circa del mattino. I funzionari hanno segnalato che la portata del fiume continuava a variare.
L’allerta lungo il Trishuli e i soccorsi a Jagat
La Divisione per le previsioni delle inondazioni ha esortato la popolazione a lasciare le rive e a raggiungere luoghi più sicuri. Gli avvisi hanno interessato il corridoio del Trishuli verso Mugling e, più a valle, i distretti di Chitwan e Nawalparasi, dove secondo le autorità il rischio di inondazioni restava elevato.
Il primo ministro Balendra Shah ha descritto su X l’intervento dell’esercito: «A seguito dell’inondazione del fiume Budhi Gandaki, un contingente dell’esercito nepalese è stato dispiegato per via aerea e terrestre per le operazioni di ricerca e soccorso, e sei persone sono state evacuate per via aerea dall’area di Jagat, a rischio di frane. Anche la squadra mista di intervento rapido di stanza a Kathmandu è stata trasferita per via aerea nella suddetta area».
I danni delle inondazioni di agosto
Il Nepal sta ancora affrontando le conseguenze delle inondazioni di agosto, quando un’improvvisa ondata d’acqua ha colpito i sistemi fluviali del Bhote Koshi e del Trishuli, distruggendo intere comunità vicino al confine con la China. Le cause probabili erano una valanga di ghiaccio e l’ostruzione temporanea di un fiume a monte, ma le valutazioni erano ancora in corso.
Il governo ha concluso le operazioni di ricerca e soccorso all’inizio di questo mese con un bilancio di almeno 1.455 morti confermati e 5.285 dispersi. Il disastro ha coinvolto quasi 33.000 persone e danneggiato o distrutto circa 7.500 abitazioni e 13 impianti idroelettrici.
Il governo stima un costo di 4,7 miliardi di dollari per la ricostruzione. I danni a strade, ponti e altre infrastrutture hanno lasciato isolate alcune comunità remote, complicando gli aiuti e le operazioni di recupero.
