Il leader del Cockroach Janta Party (CJP), Abhijeet Dipke, è stato arrestato sabato 10 ottobre a New Delhi prima di una manifestazione non autorizzata contro la Commissione elettorale indiana. Il movimento giovanile, conosciuto come il “partito delle blatte”, ha comunicato l’arresto attraverso i social. Altri due esponenti della formazione sono stati fermati dopo settimane di proteste contro la revisione delle liste elettorali.
Il partito ha pubblicato le immagini di un aereo sul quale, secondo il movimento, Abhijeet Dipke si trovava al momento dell’intervento della polizia. Alcune emittenti televisive hanno trasmesso filmati che mostrano agenti in divisa a bordo del velivolo. La manifestazione era stata organizzata per chiedere le dimissioni del presidente della Commissione elettorale.
La revisione delle liste e le accuse dell’opposizione
L’arresto ha suscitato la reazione delle forze di opposizione. Arvind Kejriwal, esponente dell’Aam Aadmi Party, ha denunciato una repressione del dissenso. A suo giudizio, fermare i manifestanti appena scesi dall’aereo dimostrerebbe il timore delle autorità nei confronti della mobilitazione.
La contestazione riguarda la revisione speciale intensiva delle liste elettorali avviata dalla Commissione. Secondo i partiti di opposizione, il procedimento potrebbe escludere milioni di cittadini dal voto e favorire il Bharatiya Janata Party (BJP), la formazione nazionalista indù del primo ministro Narendra Modi. È su questo rischio che si concentrano le accuse rivolte all’organismo elettorale.
La Commissione elettorale ha respinto le accuse e ha spiegato che l’operazione serve a individuare ed eliminare dalle liste i nominativi duplicati e quelli delle persone che non possiedono i requisiti per votare. L’arresto di Dipke, al termine di settimane di mobilitazioni, alimenta lo scontro tra governo e opposizione: oltre alla regolarità delle liste, la controversia riguarda le modalità con cui le autorità gestiscono le manifestazioni.
Le misure di sicurezza e le restrizioni ai trasporti
Le autorità hanno predisposto rigide misure di sicurezza nella capitale indiana per impedire lo svolgimento della protesta. La mobilitazione di decine di migliaia di poliziotti e membri delle forze paramilitari è iniziata già venerdì 9 ottobre. Il dispositivo era volto a impedire ai manifestanti di raggiungere il principale luogo del raduno, nel centro della città.
Le restrizioni hanno interessato anche i trasporti e le comunicazioni. Sono state chiuse decine di stazioni della metropolitana e cancellati diversi collegamenti ferroviari diretti a New Delhi. La connessione Internet mobile è stata sospesa temporaneamente nelle vicinanze dell’area interessata dalla protesta.
