La nuova legge elettorale è stata promulgata oggi da Sergio Mattarella, dopo poco più di un giorno dedicato all’esame del testo alla luce del dettato costituzionale. Il provvedimento, approvato ieri dal Parlamento, era già stato oggetto di un confronto tra il Quirinale e il governo prima dell’ultimo passaggio alla Camera dei deputati.
Lo Stabilicum, chiamato anche Melonellum, è la legge con cui Giorgia Meloni punta a restare a Palazzo Chigi e ad aprire la strada alla «Terza Repubblica». Le opposizioni ritengono il provvedimento «una truffa».
Il premio di maggioranza e le modifiche al testo
Il lavoro di persuasione dei giuristi del Colle e dello stesso presidente ha accompagnato l’iter parlamentare. Secondo il Corriere, questo confronto spiega anche la rapidità della promulgazione: i nodi erano stati affrontati prima che il testo arrivasse alla firma. Mattarella avrebbe dispensato consigli anche alla premier Meloni.
All’intervento del presidente il Corriere attribuisce la modifica della soglia per il premio di maggioranza destinato alla coalizione, fissata al 42% e non al 40%. L’obbligo di indicare nel programma il nome del candidato premier è stato inoltre accompagnato dalla salvaguardia delle «prerogative del Capo dello Stato».
È stata eliminata anche la soglia prevista per conteggiare i voti dei piccoli partiti coalizzati: tutti concorrono così al raggiungimento del premio.
Il rinvio alle Camere non è un veto definitivo
I poteri del presidente della Repubblica non comprendono la possibilità di bocciare definitivamente una legge. L’articolo 74 della Carta consente al capo dello Stato, in presenza di palesi profili di incostituzionalità, di sospendere la promulgazione e rinviare il provvedimento alle Camere, eventualmente accompagnandolo con una lettera.
Se il Parlamento approva nuovamente il testo, anche senza accogliere le osservazioni del Quirinale e senza modificarlo, il presidente deve promulgarlo. Non dispone dunque di un potere di veto assoluto.
Le possibili questioni davanti alla Consulta
Il successivo esame della legge riguarda la Corte Costituzionale. Il presidente Giovanni Amoroso ha dichiarato al Corriere che, per accelerare l’iter, la Consulta «potrà decidere di dimezzare i tempi».
Oggi alle 17 Mattarella era al palazzo della Consulta per la presentazione del libro «L’Europa in trasformazione. Tra geopolitica e democrazia». L’autore, il professor Giovanni Pitruzzella, è uno dei 15 giudici costituzionali ed è stato nominato proprio dal capo dello Stato. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, Amoroso, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e il consigliere giuridico del Colle Daniele Cabras.
Tra le altre possibili questioni di legittimità costituzionale da affrontare figurano il numero elevatissimo di firme da raccogliere e la penalizzazione delle donne legata alle preferenze e ai capilista bloccati.
