Un biglietto collegato alle visite culturali potrebbe essere applicato a Venezia soltanto nelle giornate di maggiore affluenza. Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha annunciato un confronto a breve con il sindaco per discutere le possibili soluzioni alla pressione dei flussi turistici. L’apertura del governo riguarda un’ipotesi ancora da definire, non una misura già decisa.
“Sto dialogando col sindaco e ci incontreremo a breve per capire quali sono le soluzioni che lui ha in mente”, ha spiegato Mazzi a margine del convegno sul turismo nautico al Salone nautico internazionale di Genova. Tra le possibilità, il ministro ha indicato “una sorta di biglietto che faccia entrare in alcuni musei o zone della città”.
Un biglietto associato alle visite culturali
Il possibile biglietto per Venezia sarebbe diverso da un semplice titolo obbligatorio per entrare in città. Secondo Mazzi, il sindaco starebbe valutando un sistema limitato ad alcune giornate, presumibilmente quelle con i flussi più intensi. Il pagamento potrebbe essere collegato all’ingresso in musei, siti d’arte o altre zone.
“Non sono biglietti di ingresso alla città”, ha precisato il ministro. Si tratterebbe invece di associare il pagamento a opportunità di visita, accompagnando i turisti verso “luoghi magari anche meno conosciuti della città”.
L’obiettivo sarebbe duplice: gestire le presenze nei momenti di maggiore pressione e distribuire i visitatori anche al di fuori delle zone più congestionate. Il contributo verrebbe così legato alla fruizione dei luoghi culturali, anziché soltanto all’accesso nelle giornate più affollate.
Il contributo di accesso e la posizione del ministro
Venezia ha avviato nel 2024 la sperimentazione del contributo di accesso, pensata soprattutto per regolamentare gli escursionisti giornalieri nei periodi di maggiore affluenza. Il sistema è stato progressivamente esteso negli anni successivi.
Nel 2026 il contributo è stato applicato in 60 giornate tra aprile e luglio, dalle 8.30 alle 16. Il costo variava secondo il momento della prenotazione: 5 euro per chi pagava in anticipo e 10 euro per chi acquistava il titolo a ridosso della visita. Erano previste esenzioni ed esclusioni, tra cui quella per i turisti che pernottavano nelle strutture ricettive del Comune.
Mazzi ha però contestato il termine “sovraffollamento turistico”, definendolo “autolesionista”. Secondo il ministro, insistere sull’immagine di destinazioni congestionate potrebbe spingere i flussi internazionali verso altri Paesi. La risposta dovrebbe essere una migliore distribuzione dei visitatori sul territorio nazionale, superando i campanilismi e valorizzando anche i borghi.
Per il nuovo biglietto non sono stati stabiliti modalità, costo e giornate di applicazione. Il prossimo passaggio sarà il confronto tra Mazzi e il sindaco di Venezia.
