La Procura di Venezia ha disposto nuovi esami sul conducente del taxi acqueo coinvolto nell’incidente mortale. I primi accertamenti hanno rilevato tracce di alcol e di sostanze stupefacenti nel sangue e nelle urine dell’uomo. Da qui la decisione di approfondire con ulteriori test tossicologici, così da verificare e confermare il quadro emerso, secondo il Corriere del Veneto.
La collisione è avvenuta attorno alle 5:30 lungo il canale di Tessera, a poca distanza dall’aeroporto, sabato 12 settembre. Sul barchino travolto viaggiavano Gabriella Querino Elorriaga (26) e il marito Sean Michieli (25). Il tassista ha sostenuto di non aver visto l’imbarcazione a causa del buio; la dinamica completa resta al centro degli accertamenti.
Sviluppi dell’indagine su Venezia taxi mortale con alcol e droga
Trasportato all’ospedale dell’Angelo in condizioni gravissime, Michieli è deceduto domenica sera per un trauma cranico e lesioni addominali, dopo due tentativi di intervento chirurgico. Per la moglie, invece, le ricerche sono andate avanti per giorni: i sommozzatori avevano recuperato prima la borsetta con documenti e effetti personali, poi è stato trovato anche il corpo.
In parallelo, il proprietario del taxi acqueo ha presentato all’Ufficio Mobilità del Comune di Venezia una domanda di trasferimento della licenza. L’istanza potrebbe avere rilievo in vista delle eventuali procedure di liquidazione dei danni alle famiglie delle vittime.
Inoltre, per ascoltare i passeggeri del taxi come testimoni, è stata avanzata una richiesta di rogatoria internazionale. A bordo viaggiava una coppia statunitense diretta all’aeroporto di Tessera.
La pm Daniela Moroni, titolare del fascicolo per omicidio nautico e naufragio colposo, ha fissato al 24 settembre il conferimento dell’incarico ai periti. Dovranno ricostruire la dinamica dell’incidente.
