Un drone russo ha nuovamente colpito il ponte settentrionale di Kiev questa mattina, in concomitanza con la visita a sorpresa del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha attribuito l’attacco alla Russia su X. Il sindaco Vitali Klitschko aveva segnalato su Telegram: «Impatto sulla carreggiata del Ponte Nord. I servizi di emergenza stanno raggiungendo il luogo». In precedenza erano risuonate le sirene antiaeree per l’avvicinamento di droni alla capitale.
Drone russo centra il Ponte Nord a Kiev durante la visita di Merz
Il bilancio degli attacchi comprende una persona uccisa in un magazzino farmaceutico a Sumy. A Dnipro è stata presa di mira una struttura di comunicazione. «A causa di questi attacchi, sei persone sono rimaste ferite», ha affermato Zelensky.
Il presidente ucraino ha descritto così l’offensiva notturna: «Durante la notte i russi hanno lanciato contro l’Ucraina 135 droni d’attacco, più di 50 dei quali a propulsione a reazione. Sono state colpite Kiev, Dnipro e le regioni di Kharkiv, Donetsk, Sumy e Zaporizhzhia. E tra i principali obiettivi di questi terroristi, come sempre, ci sono normali edifici residenziali, infrastrutture critiche: tutto ciò che costituisce la vita quotidiana. In alcune comunità si sono verificate interruzioni di corrente. I nostri servizi stanno operando nei luoghi colpiti».
Gli aiuti militari per Kiev dalla Germania di Merz
Friedrich Merz annuncerà un pacchetto da un miliardo di euro in aiuti militari e 350 milioni di euro per il settore energetico, secondo Reuters, che cita funzionari del governo tedesco. Durante la visita è inoltre prevista la finalizzazione di un accordo per produrre congiuntamente diverse tipologie di droni.
Il cancelliere è accompagnato dal ministro dell’Economia Katherina Reiche e da una delegazione economica con dirigenti di Siemens Energy, Hensoldt, Diehl Defence, Quantum Systems e altre aziende. È previsto anche un invito al governo ucraino a progredire nelle riforme richieste dai partner, compresa la lotta alla corruzione.
Il sostegno tedesco, tra i principali assicurati all’Ucraina nel conflitto, è al centro della missione. «Sono qui perché l’Ucraina ha bisogno di tutto il nostro sostegno nelle prossime settimane. Se la Russia non verrà fermata, la sua macchina bellica finirà prima o poi per rivolgersi contro di noi», ha dichiarato Merz dopo l’arrivo.
Il cancelliere ha sottolineato anche l’importanza della collaborazione fra aziende tedesche e ucraine: «Oggi dirò al Presidente Volodymyr Zelensky: “Potete continuare a contare sul nostro aiuto”».
L’avvertimento russo a stranieri e diplomatici
La missione arriva un giorno dopo l’invito della Russia a stranieri e diplomatici a lasciare la capitale ucraina, accompagnato dall’annuncio di nuovi e «massicci» attacchi aerei. Il ministero degli Esteri russo ha dichiarato che «la responsabilità di eventuali conseguenze negative ricade interamente su coloro che ignorano questo avvertimento».
Mosca aveva diffuso un monito simile a maggio, senza fermare le visite dei leader dei Paesi sostenitori dell’Ucraina. Le autorità ucraine hanno chiesto ulteriori munizioni per la difesa aerea contro droni e missili. Negli ultimi giorni sono stati colpiti diversi ponti sul fiume Dnipro e infrastrutture energetiche; venerdì Klitschko aveva definito la situazione nella capitale «molto drammatica».
Secondo ANSA, la Russia prevede di «intensificare» gli attacchi alle infrastrutture ucraine come «risposta alle minacce» di Zelensky, che ha parlato di aumentare i raid sulle raffinerie russe.
Il Cremlino rivendica tutto il Donetsk
Il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov ha affermato che la Russia è pronta a combattere anche per lo 0,01 del territorio del Donetsk, come riporta Interfax: «Anche per un centesimo di percento. È la Federazione Russa. Non c’è nulla da discutere al riguardo».
Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato di preferire una soluzione del conflitto con mezzi pacifici, «ma finché ciò sarà impossibile, combatteremo e combatteremo con determinazione. E coloro che ritengono possibile nutrire piani per sferrare un colpo devastante contro la Russia ne pagheranno il prezzo, proprio come ora l’Ucraina».
