Il premier Pedro Sánchez valuterà domani, lunedì 5 ottobre, se sciogliere le Cortes e riportare il Paese al voto, secondo El País. La decisione arriva dopo la pausa di riflessione annunciata venerdì. Nel Partito socialista il Psoe spinge per il ritorno alle urne, mentre una parte del governo preferisce approvare nuove misure sulla casa per guadagnare tempo e presentare risultati concreti prima di un eventuale voto.
Le piazze non si sono svuotate. Negli ultimi giorni, decine di migliaia di persone hanno manifestato in diverse città per il diritto alla casa, invocando anche uno «sciopero generale» e denunciando «gli speculatori». A Valencia ci sono stati disordini, con arresti e agenti feriti. Di conseguenza, la gestione politica della crisi abitativa è diventata il banco di prova dell’esecutivo.
Pedro Sánchez elezioni Spagna: bocciatura decreti e possibile voto il 29 novembre
Il Congresso ha respinto i due decreti del governo sulla casa grazie ai voti combinati del Partito Popolare e di Vox, ai quali si sono aggiunti i sette deputati di Junts per Catalunya. La sconfitta parlamentare ha preceduto la riflessione del premier sul prosieguo della legislatura e ha riacceso le pressioni interne.
Per il Psoe, la mobilitazione sociale può trasformare quella bocciatura in un’occasione elettorale, incardinando su Pp, Vox e Junts la responsabilità del voto contrario. Se Sánchez optasse per le elezioni anticipate, la prima data utile sarebbe il 29 novembre. Al tempo stesso, tra le obiezioni circola un timore pratico: la spinta delle proteste potrebbe affievolirsi durante i 54 giorni di campagna.
Il tavolo con Sumar e la frattura con Podemos
Alla riunione partecipa anche il fronte di governo rappresentato dai cinque ministri di Sumar: Yolanda Diaz (Lavoro), Ernest Urtasun (Cultura), Monica Garcia (Sanità), Sira Rego (Politiche giovanili) e Pablo Bustinduy (Diritti Sociali). La presenza dei ministri è letta come un segnale di continuità d’azione, ma anche come richiesta di definire una risposta operativa sul caro affitti.
La frammentazione a sinistra resta un ostacolo. Sumar e Podemos continuano a essere divisi e alcuni alleati della maggioranza frenano il premier: chiedono che siano varate prima «le misure sulla casa». In altre parole, interventi da approvare subito, senza rinviare tutto a un programma elettorale e alla contesa tra blocchi.
Il consenso ai limiti sugli affitti supera gli schieramenti
I sondaggi indicano che, se si votasse oggi, Partito Popolare e Vox avrebbero insieme la maggioranza parlamentare. La crisi abitativa, però, potrebbe riaprire la partita: la domanda di interventi sui canoni non è confinata all’elettorato di sinistra e può rimodellare la competizione.
Secondo le rilevazioni, il 67,5% degli spagnoli è favorevole a limitare i prezzi degli affitti anche a costo di ridurre la redditività dei proprietari. Il sostegno a questa misura supera il 55% pure tra gli elettori di Pp e Vox. In parallelo, gli operatori immobiliari osservano il dibattito in attesa di capire come verranno disegnati gli eventuali nuovi tetti.
Lo sgombero di Maricarmen all’origine delle proteste
L’escalation è partita dal caso di Maricarmen, Maria del Carmen Abascal, 87 anni e una disabilità riconosciuta del 50%. La donna è stata sgomberata il 23 settembre dall’abitazione in cui aveva vissuto per 71 anni, nel quartiere del Retiro a Madrid. Il fondo d’investimento Urbagestión, che aveva acquistato la proprietà nel 2018, aveva aumentato il canone del 250%. La vicenda è diventata in poche ore un simbolo e ha alimentato un malcontento che covava da tempo per la crescita degli affitti.
Le proteste si sono allargate a Madrid e Barcellona, ma anche a Valencia, Granada e Alicante. Un accordo tra Urbagestión e la famiglia dell’anziana è stato raggiunto il 28 settembre, dopo che lo sgombero aveva assunto rilievo nazionale: l’intesa consente a Maricarmen di tornare nello stesso alloggio con un affitto sostenibile. Resta ora da verificare come il governo intenda tradurre il caso in misure generali e se questa traduzione arriverà prima di una decisione sulle urne.
