Quello che doveva essere un appuntamento sui social dedicato a una sfida tra giovanissimi si è trasformato in un pomeriggio di tensione a Vicenza. Sabato 3 ottobre, circa un migliaio di ragazzi ha raggiunto Campo Marzo dopo l’invito del TikToker Hamza Messaf, conosciuto online come “Ilvucumpra”, per partecipare a una “Aura Battle” con vestiti griffati in palio. La situazione è però rapidamente degenerata, con una grande folla che ha seguito l’influencer fino al park Verdi, dove sono stati registrati diversi danni.
L’appuntamento lanciato sui social
L’iniziativa era stata annunciata attraverso i profili Instagram e TikTok di Messaf, che aveva invitato i suoi follower a raggiungere Campo Marzo alle 16 per il “battle aura tour”. Il termine indica una sorta di sfida basata su pose, gesti, balletti, espressioni e riferimenti ai meme, con l’obiettivo di dimostrare il proprio carisma, definito “aura” nel linguaggio delle generazioni più giovani.
L’influencer aveva inoltre promesso dei vestiti ai vincitori. In un altro messaggio diffuso sui suoi canali aveva spiegato: “Verremo a Vicenza a regalare vestiti”, aggiungendo che sarebbe stata distribuita “un casino di roba” e invitando a partecipare anche i giovani provenienti da Padova e dintorni: “Più gente ci sarà e più cose verranno regalate”.
#maranza a Vicenza. Una settimana di messaggi sui social invitando gli “amici” a Campo Marzo ed eccoli li..
@Piantedosim @GiorgiaMeloni @matteosalvinimi
Non sottovalutateli.
Vogliono “cambiare” questo “fucking” di Paese come in Francia.. https://t.co/wvBQrRN0Zq https://t.co/m3ym05Y4HG— Carmen ن (@carmentpf) October 3, 2026
Centinaia di adolescenti davanti alla stazione di Vicenza
I primi gruppi hanno iniziato a comparire poco prima delle 16 nell’area verde davanti alla stazione e all’esedra di viale Roma. Si trattava soprattutto di ragazzi tra i 15 e i 18 anni, ma tra i presenti c’erano anche bambini di 10 e 11 anni, in alcuni casi accompagnati dai genitori. Con il passare dei minuti la presenza è aumentata fino a raggiungere circa un migliaio di giovanissimi, mentre sono stati segnalati anche alcuni gruppi di “maranza”. L’appuntamento aveva attirato una folla sempre più numerosa in attesa dell’arrivo di Messaf, che aveva comunicato alle forze dell’ordine la propria presenza in città.
Per questo motivo la zona era presidiata dagli agenti della questura, dai carabinieri e dalla polizia locale. Nell’attesa dell’influencer, due ragazzi hanno anche improvvisato una piccola sfida tra gesti e pose, circondati dai cellulari degli altri presenti che riprendevano la scena per pubblicarla sui social.
La folla segue l’influencer fino al park Verdi
Quando si è diffusa la notizia dell’arrivo di Messaf, il gruppo si è spostato rapidamente. Prima la folla ha raggiunto viale Roma, poi la zona dell’ex Caffè Moresco e infine il park Verdi, seguendo l’influencer e stringendosi intorno a lui.
È in questa fase che l’appuntamento ha iniziato a trasformarsi in una situazione molto più caotica rispetto alla semplice sfida annunciata sui social. Secondo una prima ricostruzione, la maggior parte dei presenti era composta da minorenni e la calca è diventata sempre più difficile da gestire.
Vicenza, danni al parcheggio e al furgone dell’influencer
Nel corso dei disordini sono stati segnalati diversi danneggiamenti all’interno del park Verdi. Una sbarra all’uscita è stata divelta e sarebbe stata danneggiata anche la porta dell’ascensore che conduce al parcheggio interrato. Anche il furgone utilizzato da Messaf è stato preso di mira mentre lasciava il parcheggio. Un finestrino del mezzo è andato in frantumi mentre il TikToker si trovava a bordo insieme ai suoi accompagnatori.
Una persona sarebbe inoltre rimasta ferita e sul marciapiede davanti al parcheggio è stato notato del sangue. Alcune testimonianze hanno riferito di ulteriori disordini in piazzale Giusti, corso San Felice, via Napoli e viale Milano. Alcune ragazze hanno inoltre raccontato di essere state molestate.
L’aggressione al TikToker non è confermata
Durante i momenti più concitati si è parlato anche di una possibile aggressione ai danni di Messaf. La notizia, però, non risultava confermata dalla questura nella giornata di ieri. Secondo un’altra ricostruzione, alcuni dei presenti avrebbero reagito quando si sono accorti che l’influencer non aveva con sé tutti i vestiti che erano stati promessi. Da qui sarebbe nata una situazione di forte tensione, sfociata secondo alcune testimonianze in una rissa in pieno giorno.
La folla si disperde e parte la ricerca dei responsabili
Dopo quasi due ore, la grande folla ha iniziato a disperdersi. La vera “Aura Battle” annunciata da Messaf, però, non si è mai svolta nelle modalità previste. Rimasti da quantificare i danni, le autorità hanno iniziato a raccogliere gli elementi utili per individuare i responsabili dei disordini. Nel frattempo la vicenda ha alimentato anche una discussione politica sui social.
A far discutere è stato in particolare il video di un giovane presente al raduno, che durante i momenti di tensione ha affermato: “Ieri hai visto cosa è successo in Francia? Tutti questi vogliono cambiare questo ‘fucking’ di Paese. Sì che lo cambiamo”.
La polemica politica dopo gli scontri
Il capogruppo di Fratelli d’Italia a Vicenza, Nicolò Naclerio, ha commentato l’accaduto parlando di una “invasione maranza a Vicenza” e sostenendo che i partecipanti fossero pronti a “emulare il caos francese”. Naclerio ha inoltre sollevato una questione relativa alla gestione dell’ordine pubblico, chiedendosi: “Non c’è un piano di emergenza per situazioni di ordine pubblico?”.
Il sindaco di Vicenza: “La violenza non si giustifica mai”
Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, che ha condannato gli episodi di violenza e ha richiamato l’attenzione sul ruolo dei social nella diffusione di iniziative capaci di portare rapidamente molti adolescenti nello stesso luogo. “Non c’è giustificazione di nessun tipo per situazioni di questo tipo”, ha dichiarato il sindaco, ricordando che fenomeni simili si sono verificati in diverse città italiane. Secondo Possamai, si tratta di “fenomeni social” capaci di influenzare e portare in piazza molti ragazzi, fino ad arrivare, come in questo caso, a episodi di violenza.
“Sono episodi preoccupanti”, ha aggiunto, spiegando che da una parte servono attenzione e interventi da parte delle forze dell’ordine, mentre dall’altra occorre interrogarsi su come prevenire attraverso i social network situazioni di questo tipo e intervenire prima che si verifichino. “È evidente che c’è un problema prima di tutto sociale”, ha concluso.
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