Il consiglio dei ministri approverà oggi, 2 ottobre, il Documento programmatico di finanza pubblica, aprendo il percorso dell’ultima legge di Bilancio della legislatura del governo Meloni. La crisi energetica impone di sostenere le famiglie e le imprese, ma l’aumento dei tassi restringe i margini: ieri lo spread viaggiava oltre i 118 punti base.
Tra le ipotesi della manovra 2027 prende quota uno sgravio del 65% sulle ristrutturazioni per l’efficientamento energetico delle prime case. Sul versante fiscale, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha ribadito l’intenzione di estendere fino a 60mila euro di reddito il secondo scaglione dell’Irpef, con aliquota al 33%.
Lo scostamento e il confronto con Bruxelles
Il governo approverà anche la relazione per attivare la clausola di salvaguardia e chiedere al Parlamento uno scostamento di bilancio, da votare a maggioranza assoluta. Secondo le indiscrezioni, l’importo dovrebbe essere di 28 miliardi: 14 nel 2027 e 14 nel 2028, con 7 miliardi per l’energia e altrettanti per la difesa in ciascun anno.
L’esecutivo ha chiesto alla Commissione europea una maggiore flessibilità su quattro fronti: una tassa europea sugli extraprofitti petroliferi; la possibilità di aumentare la spesa per energia e difesa senza pesare sul deficit, per non compromettere l’uscita dalla procedura d’infrazione; regole meno rigide sulla spesa, difficili da rispettare con l’inflazione; la sospensione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione, che impone costi alle imprese secondo il principio “più inquini più paghi”.
Le richieste non sono state accolte. La portavoce della Commissione ha ricordato ieri la flessibilità già concessa, con la deroga inizialmente limitata alla difesa e poi estesa all’energia. Il confronto proseguirà la prossima settimana nelle riunioni dei ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Unione europea e dell’Eurogruppo; quella successiva si riunirà il Consiglio europeo.
Le stime sul Pil e il peso dell’inflazione
Il Dpfp, che sostituisce la precedente Nota di aggiornamento del Def, potrebbe rivedere al rialzo le stime del Pil rispetto allo 0,6% previsto ad aprile per il 2026 e il 2027, avvicinando la crescita all’1% quest’anno. Il miglioramento farebbe scendere di qualche decimale il deficit, fissato al 2,9% nel 2026 e al 2,8% nel 2027.
Questi margini potrebbero finanziare le misure mantenendo il deficit programmatico appena sotto il 3%. L’inflazione aumenterà le entrate attraverso il drenaggio fiscale, ma gonfierà anche la spesa: dall’indicizzazione delle pensioni all’adeguamento dei prezzi nei cantieri pubblici, per cui il ministro Matteo Salvini ha chiesto almeno 8 miliardi, fino agli oneri sul debito.
Il mercato del lavoro mostra una frenata: ad agosto gli occupati sono diminuiti di 5mila unità rispetto a luglio. Le persone in cerca di lavoro sono aumentate di 48mila, mentre gli inattivi sono scesi di 21mila.
Le posizioni politiche e la scadenza del 20 ottobre
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha garantito ieri che “la prossima manovra sarà seria”. Leo, dopo aver evocato il rischio Grecia, si è corretto assicurando che «i conti sono solidi”. Salvini ha difeso lo scostamento e, citando l’inflazione al 4,2%, ha chiesto una manovra “importante e coraggiosa”.
Il responsabile Economia del Pd Antonio Misiani ha definito le richieste di flessibilità un “flop imbarazzante”. Il Movimento 5 Stelle ha contestato l’ipotesi di una manovra elettorale, prevedendo invece la quinta manovra “lacrime e sangue”.
Dopo il via libera europeo alla clausola, atteso dalla riunione dei ministri economici, e il voto parlamentare sullo scostamento, il governo presenterà il Documento programmatico di bilancio, con gli obiettivi macroeconomici e le indicazioni sulle misure. Il consiglio dei ministri approverà la legge di Bilancio entro il 20 ottobre.
