La Giornata internazionale del caffè porterà il primo ottobre 2026 alla Fao di Roma la sua prima celebrazione ufficiale. Il direttore generale Qu Dongyu inaugurerà l’appuntamento alle 12.15 allo Sheikh Zayed Centre. La ricorrenza è dedicata a una delle bevande più consumate al mondo e alle persone che lavorano lungo tutta la filiera.
Al centro dell’iniziativa ci sono in particolare circa 25 milioni di piccoli agricoltori e le loro famiglie. Lo slogan scelto per il 2026, «Celebrare il caffè, onorare le persone dietro ogni tazza», richiama il lavoro che accompagna il prodotto dalla coltivazione fino al consumo, insieme al patrimonio di tradizioni, conoscenze e cooperazione legato a ogni passaggio.
La prima Giornata internazionale del caffè
La giornata è stata lanciata nel 2015 dall’Organizzazione internazionale del caffè. Il riconoscimento ufficiale da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite è arrivato il 10 marzo 2026, a seguito di una proposta adottata dalla Conferenza Fao nel 2025. La celebrazione nella sede romana si inserisce in questo percorso.
L’obiettivo della ricorrenza è valorizzare non soltanto la bevanda, ma anche le persone e le competenze che ne rendono possibile la produzione. L’appuntamento si svolge in una fase segnata dalla volatilità dei mercati e dagli effetti del cambiamento climatico, due elementi del contesto in cui operano gli agricoltori e gli altri lavoratori del settore.
Gli scambi mondiali e i principali Paesi produttori
Il mercato del caffè ha superato nel 2024 gli 11 milioni di tonnellate di prodotto scambiato, per un valore commerciale di oltre 34 miliardi di dollari. La produzione mondiale conta invece 179 milioni di sacchi, secondo il rapporto diffuso dal Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food.
Brasile, Vietnam, Uganda, Colombia e Indonesia occupano i primi cinque posti tra i Paesi produttori al di fuori dell’Unione europea. I volumi degli scambi, il loro valore commerciale e il numero di sacchi prodotti descrivono le dimensioni internazionali della filiera, della quale il rapporto presenta anche i dati relativi all’attività delle imprese italiane.
La produzione italiana, i consumi e le esportazioni di caffè
L’Italia è il primo produttore di caffè tostato nell’Unione europea, come certifica il rapporto. Nel 2025 la produzione nazionale di caffè tostato e solubile ha raggiunto 424.168 tonnellate. Il comparto conta circa 1.000 torrefazioni e sviluppa un fatturato di 5,9 miliardi di euro.
I dati sono emersi a Roma durante l’evento «Il caffè italiano: un prodotto unico, una filiera in continua evoluzione», organizzato dal Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food alla vigilia della giornata internazionale. Il consumo complessivo annuo in Italia raggiunge 287.143 tonnellate: sono 4,9 chilogrammi pro capite, equivalenti a circa 812 tazzine di espresso all’anno per persona.
Il macinato rappresenta il 64% delle vendite sul mercato italiano. Seguono le cialde, con il 24%, il solubile, con l’8%, e il caffè in grani, con il 4%. La quota maggiore delle vendite riguarda dunque il macinato, davanti alle altre tre tipologie.
Le importazioni italiane di caffè verde, compreso il decaffeinato, ammontano a 641.234 tonnellate, costituite per circa due terzi da Arabica e per un terzo da Robusta. Sul versante delle esportazioni, l’Italia vende all’estero quasi 280 mila tonnellate di caffè tostato, incluso il decaffeinato, e 4.550 tonnellate di caffè solubile.
