L’Unione europea si prepara a un inverno con l’energia più cara, senza prevedere problemi di sicurezza dell’approvvigionamento per l’inverno 2026-2027. Lo ha affermato il commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen, a margine del Consiglio informale dei ministri dell’Energia riunito a Dublino il 28 e 29 settembre. «Non c’è dubbio che ci stiamo avvicinando a un inverno che sarà impegnativo. Non prevediamo problemi di sicurezza dell’approvvigionamento, ma prevediamo prezzi molto alti», ha avvertito.
Il commissario ha spiegato che la disponibilità fisica non garantisce l’accesso per famiglie e imprese: “per chi non può permettersi il combustibile sarà la stessa cosa”. La Commissione europea sta valutando “tutte le idee” per rendere alcune norme europee più flessibili ed efficienti, con l’obiettivo di attenuare l’impatto dei costi lungo i prossimi mesi.
Scorte di gas e costi delle importazioni
Le riserve di gas dell’Unione entrano nella stagione fredda con un margine più limitato rispetto agli ultimi anni. Alla vigilia della riunione di Dublino, gli stoccaggi risultavano mediamente pieni per circa il 70%, con differenze marcate fra Stati membri. Bruxelles considera questi livelli insolitamente bassi per il periodo, pur continuando a non rilevare rischi immediati per la sicurezza degli approvvigionamenti.
La guerra tra Stati Uniti e Iran, con ripercussioni sugli scambi attraverso il Medio Oriente, ha spinto al rialzo i prezzi dei combustibili fossili. Secondo quanto riferito da Jørgensen, dall’inizio del conflitto l’Unione ha sostenuto circa 100 miliardi di euro di costi aggiuntivi per le importazioni energetiche, senza ricevere maggiori volumi di petrolio o gas. Per la Commissione, questa spesa evidenzia una vulnerabilità che persiste nonostante la diversificazione avviata dopo la crisi del 2022: l’Europa resta esposta alle oscillazioni dei mercati internazionali dei fossili.
Domanda, regole e prossimi passi
Jørgensen aveva già scritto ai governi dei Ventisette invitandoli a valutare misure per ridurre la domanda di gas ed elettricità “per tutto il tempo necessario”. L’obiettivo è contenere i prezzi ed evitare una corsa contemporanea al riempimento degli stoccaggi, che potrebbe alimentare nuove tensioni sulle quotazioni.
In parallelo, la Commissione valuta un allentamento temporaneo di alcune regole per ampliare il ventaglio dei fornitori in un mercato sotto pressione. Tra le ipotesi discusse figura il rinvio di un anno di alcuni obblighi europei sulle emissioni di metano a carico dei fornitori stranieri di petrolio e gas, obblighi oggi previsti a partire dal 2027. La proposta è all’esame dopo le richieste di diversi Paesi: Bruxelles vuole evitare che i nuovi adempimenti restringano ulteriormente il numero di operatori disponibili.
Per la Commissione, misure di questo tipo restano una risposta all’emergenza e non sostituiscono un percorso strutturale. La strategia di lungo periodo punta a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati, accelerando l’elettrificazione e aumentando la produzione energetica interna per rafforzare la resilienza del sistema europeo.
