Quasi 500 profili, tra cui quelli di giornalisti, economisti, accademici e testate, sono stati resi inaccessibili in Turchia nel giro di pochi giorni. Le restrizioni su X sono seguite a decisioni dei tribunali turchi, che hanno richiamato ragioni di sicurezza nazionale e tutela dell’ordine pubblico. I provvedimenti sono arrivati durante l’allargamento dello scandalo finanziario che ha coinvolto il mercato dei fondi di investimento.
A segnalare gli account X bloccati è stato EngelliWeb, progetto dell’associazione turca İfade Özgürlüğü Derneği che monitora la censura online nel Paese. Molti dei profili sono stati resi non visibili in Turchia direttamente dalla piattaforma.
I profili coinvolti e il dibattito sui fondi
Le restrizioni hanno interessato, tra gli altri, gli account dei giornalisti Ersin Eroğlu e Canan Kaya, della testata Kısa Dalga e dell’economista İnan Mutlu. Nell’elenco compare anche Veysel Ulusoy, fondatore di ENAG, il gruppo indipendente che elabora proprie stime sull’inflazione turca.
Le ordinanze non si sono però tradotte tutte in oscuramenti già effettivi. Alcuni dei profili indicati nei provvedimenti risultano ancora accessibili, nonostante le richieste delle autorità.
La stretta coincide con una fase in cui X ha assunto un ruolo nel confronto sulla crisi dei fondi di investimento: nelle ultime settimane la piattaforma è diventata uno dei principali luoghi di discussione sullo scandalo. Il dibattito finanziario e le restrizioni alla visibilità degli account si sono così sovrapposti.
EngelliWeb aveva già documentato provvedimenti contro account accusati di pubblicare contenuti di carattere speculativo sui mercati. Quei contenuti erano ritenuti potenzialmente capaci di generare «paura e panico» tra gli investitori: un precedente rispetto ai blocchi che hanno coinvolto centinaia di profili in pochi giorni.
I fondi in liquidazione e l’inchiesta sul mercato
Le difficoltà dei fondi sono emerse a metà settembre, quando alcuni hanno cominciato a non riuscire a restituire il denaro agli investitori che chiedevano di riscattare le proprie quote. La situazione ha contribuito alle forti vendite sulla Borsa turca e ha spinto le autorità ad aprire un’indagine su possibili manipolazioni del mercato.
I fondi finiti in liquidazione sono 131, per un valore complessivo stimato intorno ai 18 miliardi di dollari. Secondo i dati comunicati dalle autorità turche, gli investitori che possiedono quote nei fondi interessati sono 455.758.
L’inchiesta giudiziaria si è rapidamente allargata e ha portato all’arresto di almeno 45 persone. Gli investigatori stanno ricostruendo le operazioni effettuate sul mercato per verificare se il valore di alcuni titoli sia stato manipolato. Nella fase più acuta delle vendite, il BIST 100, principale indice della Borsa di Istanbul, ha registrato forti perdite.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha cercato di rassicurare i mercati, sostenendo che non esiste un rischio di contagio per il sistema finanziario del Paese. Il governo e le autorità di vigilanza continuano a seguire la gestione della crisi e il contenimento dei suoi effetti finanziari.
