l commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen ha chiesto ai ministri dei Ventisette di ridurre la domanda di gas ed elettricità in vista dell’inverno. L’invito è contenuto in una lettera inviata ai responsabili dell’Energia degli Stati membri, tra cui l’italiano Gilberto Pichetto Fratin. La richiesta riguarda interventi nazionali volontari e programmati, non, almeno per ora, obblighi imposti a livello europeo.
L’Unione europea sta affrontando “una crisi dei prezzi legata a una crisi dell’offerta”, ha avvertito Jørgensen. Bruxelles invita quindi i governi a valutare misure per contenere i consumi energetici “per tutto il tempo necessario”, intervenendo anche nelle ore di maggiore domanda per evitare di alimentare ulteriormente la corsa dei prezzi.
Le misure volontarie per ridurre gas ed elettricità
Le soluzioni indicate riprendono quelle sperimentate durante la crisi energetica del 2022: limitare le temperature negli edifici pubblici, ridurre il riscaldamento degli spazi esterni e spegnere durante la notte l’illuminazione pubblica non necessaria.
Un altro intervento riguarda il contenimento del consumo di elettricità nelle ore di punta. Secondo il commissario, le misure volontarie adottate quattro anni fa hanno dimostrato di poter contribuire a ridurre la pressione sul sistema.
Le riserve di gas e gli acquisti prima dell’inverno
La situazione del gas è la ragione principale della richiesta di Bruxelles. Gli stoccaggi europei sono pieni per circa il 70%, un livello sensibilmente inferiore a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Sul Ttf olandese, principale riferimento europeo, il prezzo si muove intorno ai 72 euro per megawattora, dopo il forte aumento dall’inizio della guerra con l’Iran.
Sul mercato pesano le tensioni in Medio Oriente e le conseguenze sui mercati globali dell’energia, insieme alla competizione internazionale per le forniture di gas naturale liquefatto. L’Europa resta fortemente dipendente dalle importazioni di combustibili fossili ed è quindi esposta alle oscillazioni dell’offerta mondiale.
Jørgensen ha precisato che non c’è al momento un rischio immediato per la sicurezza degli approvvigionamenti. La preoccupazione riguarda i mesi più freddi: la domanda aumenterà e l’Europa dovrà affrontare l’inverno con riserve inferiori alla media.
Bruxelles ha invitato i governi a utilizzare la flessibilità delle regole europee sugli stoccaggi, evitando una corsa agli acquisti che rischierebbe di far salire ancora i prezzi. L’obiettivo è arrivare all’inverno con scorte sufficienti senza rendere il riempimento dei depositi un ulteriore fattore di tensione sul mercato.
