Giorgio Portera non ha eseguito personalmente l’analisi genetica del campione né valutato o interpretato profili genetici relativi al caso Garlasco durante il servizio al Ris di Parma: lo ha precisato il genetista e ufficiale in congedo dell’Arma, ascoltato dalla Procura di Pavia nell’ambito della nuova indagine sul delitto.
Il collegamento alle attività analitiche sul campione BU_P, relativo al materiale genetico sui pedali della bici di Stasi, deriva, ha spiegato Portera, dalla registrazione di un accesso con la sua utenza personale nell’ultima fase di lavorazione della traccia.
I profili genetici e le due controanalisi negative
La questione dei dati grezzi sul Dna dei pedali è al centro degli accertamenti sui precedenti esami. I consulenti dei pubblici ministeri pavesi, Previderé e Grignani, ne hanno scritto nella relazione dello scorso febbraio, depositata a maggio con la prima chiusura delle indagini.
La disamina dei tracciati elettroforetici inviati dal Ris alla Procura di Pavia nel novembre 2025, nell’ambito della nuova inchiesta su Andrea Sempio appena chiusa, evidenziava un profilo genetico parziale compatibile con quello di Chiara Poggi e due profili completi, perfettamente sovrapponibili per 15 marcatori al profilo della studentessa.
«Tutti i successivi tentativi di acquisire profili genetici da campioni prelevati dai pedali della bicicletta ‘Umberto Dei’ hanno fornito esito negativo», hanno scritto i consulenti dei pm: dunque, «nessun profilo genetico».
Per i consulenti della difesa di Alberto Stasi e per gli inquirenti della nuova indagine, il tema riguarda il mancato deposito di due controanalisi negative, in relazione al profilo di Chiara, nel fascicolo a carico dell’ex bocconiano. Da questo sono nati i nuovi accertamenti della Procura sugli ex investigatori del Ris dell’epoca.
Le date dei file e le letture opposte sul Delitto di Garlasco
La relazione dà conto di due file che mostravano «l’assenza di picchi elettroforetici nei profili e, quindi, nessun profilo utile a comparazione». La data di esecuzione indicata era il 10 settembre 2007, quella di modifica il 20 settembre 2007.
I consulenti, in particolare quelli della famiglia Poggi, sostengono che i dati furono ricavati il 10 settembre e che il 20 vennero soltanto aggiornati i file. Secondo questa lettura, la corrispondenza con il Dna di Chiara arrivò dopo gli esiti negativi, il 19 settembre. Per i consulenti della difesa Stasi e per i pm, invece, quei risultati negativi furono «successivi».
