La polizia ha arrestato cinque uomini tra i 23 e i 25 anni nella notte tra il 26 e il 27 settembre nei pressi della base della Royal Air Force di Fairford, nel Regno Unito. I sospetti viaggiavano su tre furgoni bianchi diretti verso l’area militare. Il complesso sorge nel Gloucestershire, a ridosso di un borgo di circa 3mila abitanti.
L’operazione è scattata all’alba con l’intervento della polizia del Gloucestershire. La prima contestazione ha riguardato la violazione dell’Explosives Act; Scotland Yard ha poi assunto la guida del fascicolo e ha formalizzato l’accusa di «pianificazione di un attacco terroristico».
La chiamata della residente sventò l’Attacco terroristico base RAF Fairford
L’allerta su Fairford sarebbe nata dalla segnalazione di una donna del posto. Secondo la Bbc, una contadina ha notato “un folto gruppo di uomini incappucciati e mascherati” sul limitare del bosco. “Quando mi hanno vista, sono scappati: alcuni si sono diretti verso i campi, altri verso il villaggio vicino”, ha raccontato.
Il tentativo iniziale di avvisare il ministero della Difesa non ha avuto esito. A quel punto la testimone si è rivolta al numero di emergenza 999. “Nel giro di dieci minuti il villaggio pullulava di agenti armati. Credo sia stata pura fortuna arrivare in paese proprio mentre arrivavano anche i furgoni”, ha aggiunto, ricostruendo la sequenza degli avvistamenti.
La stessa testimone ha rimarcato il ruolo della chiamata: “Sono assolutamente sbalordita dal fatto che sia toccato a me, una semplice cittadina, notare e segnalare l’accaduto. Credo che la mia chiamata al 999 abbia mandato a monte qualsiasi piano avessero in mente”.
Evacuazioni e ipotesi di riunione del Cobra
L’innalzamento dell’allerta ha comportato l’evacuazione temporanea di 85 famiglie a Wheldford, nelle Cotswolds. I residenti hanno lasciato le abitazioni e hanno trovato riparo in un centro sportivo della zona, in attesa di indicazioni successive da parte delle autorità.
Il primo ministro Andy Burnham, a Liverpool per la giornata inaugurale del congresso del Labour, ha elogiato la rapidità delle forze di sicurezza e, insieme ai ministri Mahmood (Interno) e Streeting (Difesa), sta valutando la convocazione di una riunione straordinaria del Cobra, il comitato per la gestione delle emergenze. Mentre il quadro investigativo passa a Londra, la dimensione nazionale della risposta viene consolidata a livello politico.
Il ruolo della base e i bombardieri statunitensi
La base è condivisa da anni con gli Stati Uniti, che durante le operazioni in Iran hanno utilizzato la pista per il decollo dei bombardieri B-1 e B-52. A marzo, nelle prime fasi dell’attacco, le manovre dei velivoli americani avevano richiamato decine di appassionati nelle vicinanze del perimetro.
La natura relativamente permeabile del sito, stando a chi frequenta l’area, potrebbe avere influito sulla scelta dell’obiettivo da parte dei presunti attentatori. Da qui la decisione di rafforzare sorveglianza e controlli. La funzione militare di Fairford affonda nella Seconda Guerra Mondiale: da qui partirono i bombardieri diretti in Normandia per il D-Day, nel giugno 1944. Durante la Guerra Fredda, Londra mise la struttura a disposizione dell’alleato statunitense, e dal sedime decollarono anche le missioni contro l’Iraq di Saddam Hussein nel 1991 e nel 2003, oltre a quelle dell’operazione sulla Serbia di Slobodan Milosevic nel 1999.
Smentita di Teheran e cooperazione con Londra
L’ambasciata iraniana nel Regno Unito ha respinto “categoricamente”, tramite comunicato, qualsiasi coinvolgimento dell’Iran nel presunto piano legato alla base di Fairford. La presa di posizione arriva mentre le autorità britanniche consolidano gli elementi d’indagine.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervenendo da Chicago, ha parlato di «grande collaborazione» con il Regno Unito: «Con Londra è stato fatto un lavoro straordinario. Li avevamo sotto indagine. Puntavano a causare gravi danni ai nostri aeroporti». Alla domanda se i fermati fossero migranti, il presidente non ha risposto.
