La risposta sanitaria deve affrontare una carenza di personale, mentre l’andamento dei contagi cambia da un territorio all’altro: alcune aree registrano un miglioramento, ma la malattia continua a estendere la propria diffusione geografica.
Ebola Congo e carenza di personale sanitario ostacolano i trattamenti
L’Organizzazione mondiale della sanità ha sottolineato le difficoltà nell’individuazione dei malati e nell’accesso alle cure: «Il tasso grezzo di letalità persistentemente elevato, e soprattutto il tasso persistentemente elevato di decessi che si verificano nelle comunità, evidenzia la gravità della malattia e le persistenti difficoltà nell’individuazione tempestiva dei casi e nell’accesso precoce a cure adeguate per i pazienti».
Pagamenti mancati e scioperi del personale sanitario
La disponibilità di operatori sanitari per contenere la malattia si sta esaurendo, ha avvertito la scorsa settimana l’Organizzazione mondiale della sanità. I lavoratori hanno denunciato ritardi o mancati pagamenti, che hanno provocato diversi scioperi nonostante la delicatezza della situazione.
Gli Africa Centers for Disease Control and Prevention, indicati anche come Africa CDC, hanno registrato la morte di 50 operatori sanitari dall’annuncio dell’epidemia. Oltre alle interruzioni del lavoro, gli sforzi di contenimento sono stati ostacolati dall’insicurezza, dagli sfollamenti e dagli intensi movimenti della popolazione.
I contagi calano in alcune province ma raggiungono altre aree
Le province di Ituri e Haut-Uele sono tra i territori che hanno mostrato segnali di miglioramento, con una diminuzione dei casi confermati. I funzionari segnalano però un’ulteriore diffusione della malattia in altre aree.
Il confronto degli Africa CDC con l’epidemia regionale dell’Africa occidentale, durata due anni tra il 2014 e il 2016, mostra una crescita più rapida a parità di tempo trascorso: alla diciannovesima settimana quell’epidemia aveva registrato 3.781 casi, contro i 7.840 di quella attuale.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’andamento attuale porta verso un superamento dell’epidemia regionale, che provocò 11.000 morti.
