La realizzazione del nuovo impianto giallorosso a Pietralata, nel IV Municipio di Roma, ha ottenuto il 28 settembre il via libera della conferenza dei servizi decisoria. Si è così conclusa positivamente la fase delle autorizzazioni. Il progetto dovrebbe portare il club ad avere uno stadio di proprietà.
Il commissario straordinario del governo, l’ingegnere Massimo Sessa, ha annunciato il parere favorevole e sottoscritto il provvedimento. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, nella veste di subcommissario, ha controfirmato l’autorizzazione unica: l’atto è immediatamente efficace.
Il percorso delle autorizzazioni per lo stadio della Roma
La conferenza dei servizi decisoria era chiamata a raccogliere e coordinare i pareri delle diverse amministrazioni coinvolte nella realizzazione dello stadio della Roma. La firma del provvedimento e dell’autorizzazione unica consente al progetto di superare uno degli ultimi grandi ostacoli amministrativi prima dell’apertura della fase operativa.
L’iter era cominciato nell’ottobre del 2022, con la presentazione da parte dell’AS Roma della proposta per la costruzione dell’impianto a Roma Capitale. La conferenza dei servizi preliminare si era conclusa positivamente nel gennaio successivo.
L’Assemblea Capitolina aveva poi dichiarato il pubblico interesse dell’opera nel maggio 2023. A quel passaggio era seguito il dibattito pubblico, dedicato anche alla mobilità, all’accessibilità e all’impatto che il nuovo impianto avrebbe avuto sul quartiere.

Abodi: “Segnale forte e inequivocabile”
Al termine dell’ultima riunione della conferenza dei servizi è intervenuto anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi, che ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto e per i tempi dell’iter.
“C’è grande soddisfazione per il lavoro svolto, tra l’altro in un tempo breve grazie al lavoro di tutti”, ha dichiarato. Secondo il ministro, il risultato manda “un segnale forte, chiaro e inequivocabile di cosa siamo capaci di fare quando gli strumenti, in questo caso straordinari, vengono messi a disposizione. Anche se dovrebbero essere ordinari”.
Il via libera arriva inoltre a pochi giorni da un’altra scadenza importante per gli stadi italiani. “Tra tre giorni presenteremo la lista definitiva degli stadi per Euro 2032 all’Uefa. Sarà poi questo organismo che deciderà quali saranno le città scelte”, ha spiegato Abodi.
Il nuovo impianto di Pietralata punta infatti a entrare tra le sedi italiane degli Europei del 2032, che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia.
La prima pietra resta un obiettivo per marzo 2027
L’efficacia immediata dell’autorizzazione non coincide con l’apertura del cantiere. Il via libera della conferenza dei servizi non significa infatti che i lavori possano cominciare subito, ma costituisce il passaggio amministrativo che permette al progetto di entrare nella fase successiva.
Il nuovo impianto è pensato non soltanto come casa della Roma. La sua realizzazione fa parte di un più ampio intervento di trasformazione dell’area di Pietralata, che comprende opere pubbliche e interventi sulla mobilità collegati allo stadio.
Il prossimo obiettivo riguarda dunque l’avvio dei lavori: il traguardo indicato nelle ultime settimane resta la posa della prima pietra nel marzo del 2027.
