Il Board of Peace sostiene pubblicamente che non ci sarà spazio per l’UNRWA – Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente – nella futura gestione di Gaza. Dietro le quinte, però, i rapporti sembrano essere molto più complessi. I membri dell’organismo creato dagli Stati Uniti e rappresentanti del comitato palestinese incaricato di assumere progressivamente il controllo della Striscia avrebbero incontrato più volte i vertici dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi.
A raccontarlo è Philippe Lazzarini, commissario generale dell’UNRWA fino allo scorso marzo, intervistato dall’Associated Press. La stessa AP ha visionato anche i verbali di alcuni incontri nei quali si discuteva della possibilità di coinvolgere l’agenzia nella ricostruzione di Gaza. Un funzionario del Board of Peace ha confermato che i colloqui ci sono stati, pur ribadendo che il futuro dell’organizzazione, almeno nella sua forma attuale, sarebbe segnato.
UNRWA, il peso dell’agenzia nella Gaza del dopoguerra
A quasi un anno dal cessate il fuoco, la ricostruzione della Striscia non è ancora cominciata e il comitato palestinese scelto dal Board of Peace non è entrato a Gaza. Israele sostiene che Hamas debba prima disarmare, mentre il Board ha legato l’avvio effettivo dei propri piani all’insediamento del nuovo organismo palestinese.
Nel frattempo, l’UNRWA continua a essere una delle strutture con la maggiore presenza sul territorio. Secondo Lazzarini, l’agenzia sostiene circa la metà del sistema sanitario pubblico di Gaza e può contare ancora su circa 11mila dipendenti palestinesi.
Ogni giorno vengono effettuate, secondo i dati dell’agenzia, circa 14mila visite mediche. Il personale si occupa inoltre dei sistemi idrici e della gestione dei rifiuti per oltre un milione di persone, dei programmi digitali e di matematica destinati a più di 280mila bambini e degli spazi temporanei di apprendimento frequentati da altri 60mila. “Vogliono sbarazzarsi dell’agenzia, ma allo stesso tempo sanno che eliminarla completamente oggi potrebbe avere un ulteriore impatto devastante sulla popolazione”, ha spiegato Lazzarini.
“Non so come potrei riuscirci senza di voi”: i contatti con il comitato palestinese
È soprattutto quanto accaduto lontano dalle dichiarazioni pubbliche a mostrare la contraddizione. Due alti funzionari delle Nazioni Unite e un rappresentante del Board of Peace hanno riferito all’AP che, dall’inizio dell’anno, UNRWA e il comitato palestinese si sono incontrati almeno tre volte, l’ultima questo mese.
Nel verbale di una riunione di aprile visionato dall’agenzia di stampa, il comitato indicava persino l’UNRWA come possibile soggetto incaricato di guidare la ricostruzione dei campi profughi, riconoscendo però che si trattava di “una questione altamente politica”.
Poco prima della fine del suo mandato, Lazzarini avrebbe inoltre parlato con Ali Shaath, ex viceministro dell’Autorità nazionale palestinese e oggi alla guida del comitato. Secondo il racconto dell’ex commissario, Shaath gli avrebbe detto: “In sostanza mi ha detto: ‘Non so come potrei riuscirci senza di voi’”.
Anche il Tony Blair Institute, partner del Board of Peace, avrebbe chiesto assistenza all’agenzia e avuto contatti con il suo personale, secondo un alto funzionario delle Nazioni Unite.
“I giorni dell’UNRWA sono finiti”: la linea ufficiale del Board of Peace
Durante il briefing del Board of Peace che si è tenuto a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sono state indicate diverse agenzie delle Nazioni Unite che potrebbero partecipare alla ricostruzione di Gaza, ma l’UNRWA non è mai stata nominata.
Un funzionario del Board ha spiegato all’AP che gli incontri con l’agenzia sarebbero serviti soprattutto a capire come funzionano le sue attività, così da sviluppare programmi “molto più efficienti e responsabili”.
Poi la frase più decisiva: “I giorni dell’UNRWA sono finiti”. Una parte del personale potrebbe però continuare a lavorare nella Striscia, ha aggiunto il funzionario, a condizione che superi i controlli e che non promuova “ideologie o interessi di Hamas”.
Per Lazzarini si tratta di una “contraddizione assurda”: da una parte il Board sostiene di non volere più l’agenzia, dall’altra gli Stati membri delle Nazioni Unite continuano ad aspettarsi che sia proprio l’UNRWA a garantire servizi essenziali alla popolazione di Gaza.
UNRWA, le accuse di Israele e gli attacchi contro Lazzarini
Lo scontro sull’agenzia precede la nascita del Board of Peace. Israele accusa da tempo l’UNRWA di essere stata infiltrata da Hamas e nel gennaio 2024 sostenne che alcuni suoi dipendenti avessero partecipato all’attacco del 7 ottobre 2023.
Lazzarini ha dichiarato di non aver mai ricevuto prove scritte a sostegno delle accuse, nonostante le richieste rivolte a Israele e agli Stati membri dell’Onu. L’ex commissario ha comunque difeso la decisione di licenziare i dipendenti accusati di aver preso parte all’attacco: “L’ho fatto perché era nell’interesse dell’agenzia e della popolazione che stavamo aiutando”.
Ha raccontato anche di essere stato bersaglio di “attacchi straordinariamente feroci e odiosi sui social media” e di essere stato affrontato personalmente per strada, sia a Ginevra sia a New York, da gruppi filo-israeliani.
