Il decreto sulla scuola approvato dal governo ha provocato nuove proteste in diversi istituti italiani. A mobilitarsi sono soprattutto gli studenti del collettivo Osa, che contestano il limite previsto per la presenza di alunni stranieri nelle classi e hanno organizzato assemblee, scioperi e iniziative in varie città. Il provvedimento stabilisce un tetto del 30% per determinate categorie di studenti stranieri, legato anche alla conoscenza della lingua italiana.
Osa: “Le scuole hanno già risposto”
Il collettivo studentesco Osa ha annunciato una mobilitazione nazionale contro quello che definisce il “Ddl razzismo”. Gli studenti accusano il governo guidato da Giorgia Meloni e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara di avere introdotto una misura discriminatoria e sostengono che le scuole abbiano già reagito attraverso assemblee e scioperi.
L’organizzazione invita quindi gli studenti a proseguire la protesta, chiedendo al governo di concentrarsi sui problemi che, secondo il collettivo, riguardano concretamente il mondo dell’istruzione invece di alimentare divisioni tra gli studenti. Per oggi pomeriggio, alle 16.30, Osa ha inoltre organizzato un flash mob davanti a Montecitorio, a Roma.
Decreto scuola, a Genova volantinaggi e striscioni
La protesta è arrivata anche a Genova, dove nella mattinata sono stati organizzati volantinaggi, manifestazioni e iniziative davanti ad alcuni istituti. Anche in questo caso gli studenti di Osa hanno contestato il provvedimento definendolo “Ddl Razzismo”.
Particolare attenzione ha suscitato quanto avvenuto davanti alla scuola primaria Daneo. All’ingresso dell’istituto era stato affisso dai genitori uno striscione antirazzista con la scritta “Qui nessun* è straniero”, realizzato dai bambini. Lo striscione è stato rimosso da due agenti della Digos mentre gli alunni stavano entrando a scuola.
Il gesto è stato definito “molto brusco” dai presenti e ha provocato la reazione di decine di genitori che avevano assistito alla scena.
Decreto scuola, a Torino la protesta al Gobetti Marchesini
Anche a Torino sono state organizzate iniziative contro il tetto agli studenti stranieri. All’istituto di istruzione superiore Gobetti Marchesini, in via Rovigo, gli studenti hanno promosso alcune azioni dimostrative con il coinvolgimento del Fronte della Gioventù Comunista.
Mary, studentessa dell’istituto e militante del Fgc, ha definito il limite previsto dal governo una forma di “becera propaganda”, sostenendo che i problemi quotidiani di studenti e insegnanti siano altri: dagli edifici scolastici in cattive condizioni alla carenza di personale, passando per le aule sovraffollate.
“Studenti italiani e stranieri sono sulla stessa barca”
La studentessa ha sostenuto che italiani e stranieri vivano le stesse difficoltà all’interno della scuola pubblica e ha respinto la misura definendola “spot e discriminatoria”. Secondo Mary, sarebbero invece necessarie maggiori risorse per garantire strutture adeguate, un numero sufficiente di insegnanti e una scuola pubblica di qualità.
Nel suo intervento ha inoltre criticato le scelte del governo sulle risorse pubbliche, sostenendo che vengano destinate anche alla guerra e al riarmo invece di essere utilizzate per affrontare le criticità del sistema scolastico. La protesta, dunque, si inserisce nel più ampio confronto politico e sociale seguito all’approvazione del decreto.
