Sofia Scalia e Luigi Calagna sono in viaggio di nozze in Africa e, a tre settimane dal matrimonio-show celebrato davanti a migliaia di fan all’Unipol Dome di Milano, Consumerismo No Profit ha depositato al Tribunale civile di Palermo un ricorso per azione inibitoria collettiva contro Me Contro Te S.r.l., contestando pratiche commerciali aggressive e ingannevoli e possibili violazioni nella gestione dei dati dei minori.
Al centro della vicenda c’è soprattutto il rapporto tra Sofì e Luì e il loro pubblico, composto in larga parte da bambini e cresciuto insieme ai loro video, diventando negli anni anche il principale destinatario di un universo commerciale fatto di film, spettacoli, gadget, libri e prodotti.
Le accuse sulla pubblicità rivolta ai bambini
Secondo Consumerismo, il problema nasce dal modo in cui intrattenimento e vendita sarebbero stati mescolati all’interno dello stesso spazio digitale. Sul sito ufficiale dei Me contro Te compariva, ad esempio, una sezione chiamata “Negozio”, accompagnata dall’invito “Vai allo shop!”, che rimandava a una vetrina Amazon attraverso link di affiliazione.
Per l’associazione si tratterebbe di un invito all’acquisto rivolto direttamente anche ai bambini, senza una distinzione sufficientemente chiara tra contenuti pensati per divertirli e messaggi pubblicitari. Consumerismo contesta inoltre le informazioni fornite sulla natura dei link commerciali e su alcuni aspetti legati alla vendita dei prodotti.
C’è poi la questione della privacy dei minori. L’associazione sostiene che sul sito e sull’app non fossero presenti sistemi adeguati per verificare l’età degli utenti e ottenere il consenso dei genitori per chi ha meno di 14 anni. Si sta parlando anche della raccolta di informazioni sui comportamenti di gioco e sulle preferenze degli utenti, alcuni passaggi dell’informativa sulla privacy e le modalità con cui veniva richiesto il consenso ai cookie.
Nel frattempo, dal 21 settembre il sito ufficiale dei Me contro Te non è più accessibile. Sulla pagina compare soltanto un avviso che parla di “interventi tecnici di aggiornamento e ottimizzazione”. La società non ha collegato lo stop al ricorso e non risulta che la chiusura sia stata ordinata dal tribunale.
Me contro Te, ora si attende anche l’Antitrust
Il primo appuntamento davanti ai giudici è fissato per il 18 dicembre al Tribunale di Palermo. Il ricorso è stato notificato anche alla Procura della Repubblica di Trapani, ma al momento non risulta l’apertura di un procedimento penale.
La battaglia di Consumerismo, però, era iniziata mesi prima. Già il 9 giugno l’associazione aveva inviato un fascicolo all’Antitrust, corredato da screenshot delle pagine contestate, chiedendo un intervento sulle modalità con cui venivano promossi e venduti i prodotti. Gli aspetti riguardanti i dati personali sarebbero stati invece segnalati al Garante per la privacy.
Da allora, almeno pubblicamente, dall’Antitrust, l’autorità garante della concorrenza e del mercato, non sono arrivati provvedimenti sul caso, ma sarà chiamata a valutare eventuali pratiche commerciali scorrette o forme di pubblicità ingannevole.
Me contro Te: “Se vostra figlia non viene al matrimonio le causate un trauma”
La vicenda arriva appena tre settimane dopo il matrimonio di Sofia e Luigi, celebrato il 5 settembre all’Unipol Dome di Milano. Più che una cerimonia privata, le nozze erano state costruite come un grande spettacolo per i fan: per entrare serviva un biglietto e, pagando ancora, era possibile anche incontrare gli sposi.
I prezzi andavano da 48 a 110 euro, mentre il pacchetto per vedere da vicino Sofì e Luì prima dello show costava altri 250 euro. Dentro l’arena non mancavano naturalmente gadget e prodotti del marchio. All’evento hanno partecipato circa seimila persone, ma l’Unipol Dome ha una capienza che arriva fino a 60mila posti.
Che attorno all’evento ci fosse una certa pressione per vendere gli ultimi biglietti emerge dai contenuti pubblicati dai Me contro Te nei giorni immediatamente precedenti al matrimonio. In uno dei video diventati più discussi, Sofì aveva risposto direttamente al commento di una follower rivolgendosi ai suoi genitori e invitandoli ad accompagnarla allo spettacolo. “Se vostra figlia ci seguiva da piccola dovete assolutamente portarla”, aveva detto, arrivando poi ad aggiungere che, in caso contrario, avrebbero potuto “causarle un trauma che poi non si sa se può essere colmato in futuro”.
