Il tasso medio sui finanziamenti per la casa a 30 anni negli Stati Uniti è salito al 7,03%, dal 6,95% di una settimana prima. È il quinto aumento settimanale consecutivo e porta il costo del credito al livello più alto da gennaio 2025. Per chi cerca un’abitazione, il rincaro significa rate mensili più pesanti e una minore capacità di spesa, in un mercato già in difficoltà e con una domanda in rallentamento.
Il rendimento dei Treasury e il rialzo della Federal Reserve
L’aumento dei tassi sui mutui trentennali segue soprattutto l’andamento del mercato obbligazionario americano. Questi finanziamenti non rispondono direttamente alle decisioni della Federal Reserve, ma tendono a muoversi insieme al rendimento dei titoli del Tesoro a dieci anni. Il rendimento dei Treasury decennali è passato da circa il 4,15% di inizio 2026 al 5,15%, raggiungendo i livelli più alti dal 2007.
A sostenere la corsa dei rendimenti sono i timori per l’inflazione e l’aumento dei prezzi dell’energia legato alla guerra in Iran. La Federal Reserve è tornata a intervenire in senso restrittivo: la scorsa settimana ha aumentato i tassi di interesse di un quarto di punto, con il primo rialzo dal luglio 2023, nel tentativo di contenere le nuove pressioni inflazionistiche.
Il percorso dei finanziamenti per la casa ha così cambiato direzione rispetto a sette mesi fa. Il tasso medio sul trentennale era sceso brevemente sotto il 6% a febbraio, alimentando le speranze di una ripartenza del mercato. Ora il ritorno oltre il 7% pesa sui conti delle famiglie e supera una soglia anche psicologica per gli acquirenti.
Le richieste di mutuo diminuiscono, i prezzi delle case resistono
Le richieste di mutuo per acquistare una nuova abitazione sono diminuite dell’11% su base annua nell’ultima settimana. Anche i dati sulle compravendite mostrano le difficoltà della domanda: le vendite di case in attesa di chiusura sono aumentate ad agosto dello 0,3% rispetto a luglio, ma sono rimaste inferiori del 4,7% al livello di un anno prima.
Una parte di chi non rinuncia all’acquisto cerca condizioni iniziali meno onerose. Quasi il 10% dei mutuatari ha scelto nell’ultima settimana un mutuo a tasso variabile. Questa soluzione permette inizialmente di ottenere condizioni più convenienti rispetto al fisso, ma espone al rischio di rate più alte quando il tasso viene aggiornato.
Il maggiore costo dei finanziamenti rischia di raffreddare ulteriormente gli acquisti e allontana la possibilità di una rapida ripartenza del settore. Al rallentamento della domanda, però, non è ancora corrisposto un calo dei prezzi delle abitazioni: chi cerca casa deve sostenere sia il rincaro del credito sia valori immobiliari ancora in crescita.
Il prezzo mediano delle abitazioni esistenti negli Stati Uniti era pari a 429.100 dollari ad agosto, segnando il 38esimo mese consecutivo di aumento su base annua.
