Un’operazione internazionale contro un presunto sistema di immigrazione irregolare verso il Regno Unito è scattata nelle prime ore di mercoledì 23 settembre in quattro Paesi europei. La Polizia di Stato di Bologna, su delega della Procura della Repubblica, ha eseguito insieme alle autorità britanniche una serie di misure cautelari, perquisizioni e sequestri in Italia, Spagna, Regno Unito e Austria.
A Bologna, in particolare, gli agenti hanno dato esecuzione a un mandato di arresto e quattro perquisizioni delegate nell’ambito della rogatoria internazionale.
Immigrazione irregolare, l’indagine coordinata con Europol
Secondo quanto comunicato dalla Polizia, l’indagine avrebbe permesso di ricostruire l’esistenza di un meccanismo illegale finalizzato a consentire l’ingresso in Gran Bretagna di persone prive dei requisiti necessari.
L’attività investigativa è stata supportata da Europol – l‘Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto – e ha coinvolto diversi organismi di cooperazione internazionale, con operazioni condotte contemporaneamente in più Stati europei. Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sul numero complessivo delle persone coinvolte, sulle modalità utilizzate dall’organizzazione né sui reati contestati ai destinatari delle misure.
Maggiori informazioni verranno fornite nel corso di una conferenza stampa prevista alle 11.30 nella Questura di Bologna. All’incontro parteciperanno il funzionario della Squadra Mobile e commissario capo Giacomo Uboldi, rappresentanti di Europol e personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia.
Politiche migratorie Ue, la stretta su ingressi e rimpatri
L’operazione si inserisce in una fase di progressivo irrigidimento delle politiche europee sull’immigrazione irregolare. Dal 12 giugno 2026 è infatti entrato pienamente in applicazione il Patto Ue su migrazione e asilo, che prevede controlli più rapidi alle frontiere esterne e procedure accelerate per l’esame delle richieste di asilo e per i rimpatri. Negli ultimi mesi l’Unione ha inoltre introdotto una lista comune di Paesi di origine sicuri e ampliato la possibilità di dichiarare inammissibili alcune domande sulla base del concetto di “Paese terzo sicuro”. A giugno Parlamento e Consiglio hanno raggiunto anche un accordo sulle nuove regole europee per i rimpatri, che prevedono, tra le altre misure, la possibilità di istituire hub per i rimpatri in Paesi extra-Ue.
