La legge sull’educazione sessuo-affettiva non cambia. Neppure di fronte alle 500mila firme depositate per il referendum abrogativo, l’impianto resta quello attuale: attività extracurricolari possibili solo con il consenso informato delle famiglie. Lo ha ribadito il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, legando la scelta a due principi cardine: libertà educativa e trasparenza nei confronti dei genitori.
Da qui il punto che per il ministro è essenziale: il consenso non è un ostacolo, ma una garanzia. Consente ai genitori di conoscere per tempo temi e modalità degli interventi proposti fuori dall’orario curricolare e di decidere se aderire. «Difendiamo la libertà educativa dei genitori e un principio di trasparenza», ha spiegato, respingendo l’idea di interventi automatici o calati dall’alto.
Resta invece obbligatoria l’educazione al rispetto. Valditara l’ha descritta come un percorso fondato su relazioni corrette, empatia e contrasto a ogni forma di violenza. Inoltre, la distinzione tra ciò che rientra nel curricolo e ciò che è progetto extra rimane la chiave organizzativa su cui il ministero intende muoversi.
Valditara educazione sessuale genitori: organici e stabilizzazioni scolastiche
Sul fronte del personale, dal 2023 sono state effettuate 206mila immissioni in ruolo tra docenti e Ata. Secondo la ricostruzione del ministro, l’ultimo anno scolastico si è aperto con tutte le cattedre coperte: in molti casi con il ruolo, altrove con supplenze, ma con l’obiettivo pratico di avere i docenti in classe fin dal primo giorno.
Quanto ai programmi, l’agenda prevede più grammatica e sintassi, una “rivoluzione” dell’insegnamento della matematica per coinvolgere anche chi non si sente portato alle scientifiche, ritorno delle poesie a memoria, cura della calligrafia e del corsivo. Accanto a ciò, nella storia si punta a valorizzare l’Occidente come asse narrativo. In parallelo, è stata ricordata l’attivazione di una copertura sanitaria gratuita per 1 milione e 200mila lavoratori della scuola.
La lettera con proiettile
Quanto alla sicurezza personale, al ministro è stata recapitata una lettera minatoria contenente un proiettile; è scattata la denuncia. Valditara ha definito l’autore “di uno squilibrato” e il testo una “lettera farneticante”, prendendo le distanze senza alimentare ulteriori polemiche.
Ultimo capitolo: il giudizio sul Kids Act della Commissione europea. Valditara si è detto favorevole e ha collegato il pacchetto ai rischi già segnalati sull’uso degli smartphone in classe e al percorso avviato in Italia: divieto dell’uso didattico del cellulare “in tutto il percorso scolastico”. A suo avviso, la proposta europea «va nella direzione giusta», in continuità con le scelte adottate nelle scuole italiane.
