Il centrodestra italiano si divide al Parlamento europeo sullo Scudo europeo per la democrazia, il piano con cui Bruxelles punta a rafforzare la difesa dell’Unione dalle ingerenze straniere, dalla disinformazione e dalle minacce ibride. Nella votazione del 15 settembre a Strasburgo sulla relazione della commissione speciale dedicata allo European Democracy Shield, Fratelli d’Italia e Lega hanno votato contro, insieme a Roberto Vannacci di Futuro Nazionale.
Di segno opposto la scelta di Forza Italia, che ha sostenuto il documento insieme alle delegazioni di Partito democratico, Verdi e Azione. Contrario anche il Movimento Cinque Stelle, mentre Sinistra italiana si è astenuta. Il voto mette così in evidenza posizioni differenti all’interno della maggioranza italiana su uno dei dossier che l’Unione considera centrali per la protezione dei processi democratici.
Cosa prevede lo Scudo europeo per la democrazia
Lo European Democracy Shield nasce per rafforzare la capacità dell’Unione di prevenire e contrastare interferenze esterne, campagne di manipolazione dell’informazione e operazioni ibride che possano condizionare elezioni, istituzioni e opinione pubblica.
Uno dei suoi strumenti principali è il Centro europeo per la resilienza democratica, avviato nel febbraio 2026 e pensato come punto di raccordo tra istituzioni europee, Stati membri e Paesi candidati. L’obiettivo è aumentare la capacità comune di individuare e anticipare le minacce, migliorare i sistemi di allerta e coordinare risposte rapide contro la manipolazione straniera dell’informazione e la disinformazione.
La relazione approvata dall’Eurocamera chiede di rendere più incisiva l’azione europea, rafforzando proprio il Centro e gli strumenti a disposizione dell’Unione. Tra i temi affrontati ci sono anche la protezione delle infrastrutture critiche, la sicurezza dei processi elettorali, l’applicazione delle norme europee sul digitale e la tutela del pluralismo e dell’indipendenza dei media.
La Russia indicata come principale minaccia esterna
Nel documento la Russia viene indicata come la principale minaccia esterna alla democrazia europea. Il tema delle interferenze di Mosca nei processi politici e nello spazio informativo europeo è da tempo al centro dell’attenzione delle istituzioni Ue.
Il Parlamento punta quindi a una maggiore capacità di coordinamento tra gli Stati e a strumenti che consentano di individuare più rapidamente campagne di disinformazione e tentativi di condizionamento provenienti dall’estero.
Il voto di Strasburgo mostra però come sulla strategia da adottare non ci sia uniformità neppure all’interno delle principali famiglie politiche italiane. FdI, Lega e Vannacci si sono schierati contro la relazione, mentre Forza Italia ha scelto di sostenerla, segnando una nuova distanza tra le componenti della coalizione di governo italiana sui dossier europei.
