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Negli Usa la Corte Suprema respinge la stretta di Trump sul voto per corrispondenza

Gli Stati potranno mantenere le procedure in uso per le elezioni di metà mandato di novembre, con l'invio delle schede già iniziato

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Martina Beretta di Martina Beretta

Mi chiamo Martina Beretta e sono una content editor e autrice digitale. Da anni lavoro nel mondo dei podcast e dei contenuti digitali, occupandomi di storytelling, approfondimenti editoriali e narrazione social. Ho collaborato alla crescita del progetto Passa dal BSMT, seguendo la scrittura e lo sviluppo di contenuti tra attualità, cultura e intrattenimento. Oggi collaboro anche con Ala News, dove unisco linguaggio giornalistico e sensibilità digitale.

La Corte Suprema ha respinto le restrizioni chieste da Donald Trump per le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, mentre le operazioni di voto sono già in corso. La decisione chiude una serie di azioni legali dell’ultimo minuto e permette agli Stati di continuare a spedire le schede secondo le procedure utilizzate da anni, attraverso le quali è stato espresso quasi un terzo dei voti totali.

La maggioranza non ha dettagliato le motivazioni, come avviene per le pronunce urgenti. Samuel Alito e Clarence Thomas hanno espresso pubblicamente il loro dissenso dalla breve ordinanza. Alito ha scritto che il Servizio Postale “dispone di ampia autorità per regolamentare il servizio postale” e probabilmente può imporre le restrizioni richieste. Brett Kavanaugh ha concordato sulla loro inapplicabilità a queste elezioni, indicando però che potrebbe pronunciarsi a favore del governo Trump se la questione tornasse davanti alla Corte.

Le schede già spedite e i tempi delle elezioni di novembre

Il governo Trump chiedeva il via libera prima delle elezioni di novembre, decisive per il controllo del Congresso. I funzionari elettorali hanno dichiarato che una revisione completa non era attuabile nelle settimane precedenti il voto. Il nuovo sistema non era ancora operativo e le iniziative del governo avrebbero potuto avere effetti particolarmente destabilizzanti negli Stati che votano interamente per posta.

L’Alabama, la Carolina del Nord e il Wisconsin avevano cominciato a inviare le schede agli elettori la scorsa settimana. Il segretario di Stato di Washington, il democratico Steve Hobbs, ha accolto la decisione perché permette di proseguire il lavoro “per garantire elezioni sicure, protette e accurate”, senza dover “stravolgere le nostre procedure elettorali per soddisfare requisiti irrealistici relativi alle schede inviate per posta”.

Il presidente aveva presentato l’intervento come necessario per garantire l’integrità delle elezioni. Le accuse di brogli legati al voto per corrispondenza, sulle quali aveva fondato la richiesta di limitarlo, non sono però sostenute da prove.

Trump accusa la Corte su Truth e richiama dazi e cittadinanza

La reazione di Donald Trump su Truth ha investito sia l’esito sia i tempi della pronuncia. Il presidente l’ha definita «Un’altra pessima decisione», accusando il sistema giudiziario di avere impiegato un’eternità e poi di avere invocato, in parte, il tempo insufficiente per intervenire. Nel messaggio ha descritto il voto postale come un “disastro”, “totalmente corrotto e fuori controllo”, sostenendo che gli Stati Uniti siano l’unico paese a sopportare una simile truffa.

“È una grande perdita per i Repubblicani e per l’America stessa”, ha scritto Trump, accusando i “Democratici” della Sinistra Radicale di poter imbrogliare più facilmente sulle schede e aggiungendo: “E ora hanno campo libero per farlo!”. Ha inoltre sostenuto che alcuni giudici siano terrorizzati dai democratici e incapaci di mostrare il coraggio necessario per salvare il paese.

Trump ha definito Alito e Thomas «due leggende». Agli altri attacchi ha affiancato quelli sulle precedenti bocciature dei dazi e della cittadinanza per diritto di nascita, accusando la Corte di far perdere agli Stati Uniti trilioni di dollari.

“Il danno arrecato all’America è incalcolabile, e loro lo sanno”, ha scritto. Secondo Trump, l’incapacità e la mancanza di volontà dei giudici passeranno negativamente alla storia: “Questa Corte Suprema viene bullizzata e lusingata dalla Sinistra Radicale affinché prenda decisioni che hanno riportato l’America indietro di almeno cento anni”.

Dal voto durante la pandemia alle accuse sulla sconfitta del 2020

Il ricorso alla posta ha riguardato circa il 30% degli elettori nel 2024 e il 43% nel 2020, al culmine della pandemia. In quell’occasione Trump fu sconfitto da Joe Biden e attribuì il risultato, senza prove reali, a una frode diffusa attraverso le schede spedite.

Trump e i suoi sostenitori hanno contestato le modifiche introdotte durante la pandemia in Georgia, Michigan, Wisconsin, Arizona, Nevada e Pennsylvania per ampliare il voto per corrispondenza, sostenendo che fossero illegali e favorissero i brogli. Il presidente arrivò a definirle “la più grande truffa nella storia della politica”, prima di passare a un’opposizione completa a questa modalità di voto.

Secondo il Guardian, gli elettori democratici sono storicamente più propensi dei repubblicani a votare per posta, anche se la quota di questi ultimi è aumentata nelle ultime elezioni. Le schede postali vengono spesso conteggiate per ultime e richiedono tempi lunghi: per questo i margini democratici possono ampliarsi nelle fasi finali dello scrutinio. Trump e i suoi sostenitori hanno sfruttato tale andamento per accreditare l’ipotesi infondata di voti “fittizi” fatti comparire per modificare i risultati.

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