L’amministrazione degli Stati Uniti ha impedito ad alcuni protagonisti dell’intelligenza artificiale di compiere azioni dannose o potenzialmente tali, secondo quanto ha affermato Donald Trump sul suo social Truth. Il presidente ha indicato esplicitamente Dario Amodei di Anthropic tra i destinatari dell’intervento che ha rivendicato, accompagnando l’accusa con un attacco personale.
L’attacco di Trump contro Amodei riguarda anche il modo in cui quest’ultimo si presenta. Il presidente ha scritto che Amodei “ora finge di essere un ‘angioletto perfetto”. Lo ha citato tra quelli che ha definito personaggi dell’IA ai quali la sua amministrazione avrebbe impedito di agire in modo dannoso o potenzialmente tale, secondo la stessa rivendicazione di Trump.
Il presidente ha associato a questa affermazione un impegno a intervenire ancora: “E continueremo a farlo”. La posizione espressa su Truth affida alla presidenza il compito di porre un limite alle attività del settore.
Per Trump, infatti, l’unico controllo o «argine» necessario all’intelligenza artificiale è un presidente forte e intelligente, con un quoziente intellettivo elevato. Il riferimento è alla propria presidenza: “Gli Stati Uniti ne hanno uno, eccome”.
Il messaggio estende poi l’attacco oltre Amodei e Anthropic. Trump ha denunciato quella che ha definito una “cospirazione malata” contro l’IA e i centri dati, collegando le contestazioni al settore a un vantaggio per un altro Paese.
Il presidente ha indicato la Cina come l’unico Paese a rallegrarsi di questa presunta cospirazione. Ha quindi rivolto un avvertimento ai destinatari delle sue accuse: “Teorici del complotto state in guardia”.
