Un possibile incontro a tre tra Vladimir Putin, Donald Trump e Xi Jinping potrebbe entrare nell’agenda del prossimo vertice Apec. A parlarne sono stati il presidente russo e quello americano nella loro conversazione di ieri, mentre da Mosca arrivano anche nuovi segnali sulla volontà di riaprire il confronto diplomatico sulla guerra in Ucraina. Il Cremlino, tuttavia, precisa che al momento non esiste ancora una vera e propria tabella di marcia per arrivare a una soluzione del conflitto.
Putin, Trump e Xi potrebbero incontrarsi al vertice Apec
Durante il colloquio di ieri, Putin e Trump hanno discusso anche della possibilità di organizzare un vertice trilaterale con Xi Jinping a margine del summit Apec, previsto il 18 e 19 novembre in Cina. A confermare l’ipotesi è stato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, secondo cui esiste effettivamente la possibilità di un incontro tra i tre leader. La questione era già stata affrontata da Putin e Xi nel loro ultimo incontro, avvenuto il 31 agosto a Bishkek, come aveva spiegato in precedenza il consigliere per la politica estera del Cremlino Yuri Ushakov.
L’organizzazione dipenderà dalla Cina
Secondo Ushakov, l’eventuale vertice a tre sarebbe soprattutto una questione legata al Paese ospitante, che dovrebbe occuparsi dell’organizzazione e della necessaria preparazione diplomatica. Il consigliere russo ha osservato che, qualora fosse possibile predisporre l’incontro, questo potrebbe effettivamente svolgersi e “molto probabilmente, non sarà inutile”.
L’ipotesi resta quindi legata ai prossimi sviluppi diplomatici e alla capacità della Cina di organizzare un appuntamento che coinvolgerebbe i leader di Russia, Stati Uniti e Cina.
Mosca vuole riaprire i negoziati con Ucraina e Stati Uniti
Parallelamente, il Cremlino ha ribadito di auspicare una ripresa dei negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. Peskov ha però precisato che, allo stato attuale, non sono ancora state definite “tabelle di marcia” per arrivare alla risoluzione del conflitto.
Il portavoce presidenziale russo stava commentando le recenti dichiarazioni del segretario di Stato americano Marco Rubio, secondo il quale una possibile “tabella di marcia” per risolvere la guerra potrebbe emergere nelle prossime settimane. Peskov ha invitato a non discutere pubblicamente i singoli punti, sottolineando che per ora non esistono piani formalizzati e coerenti.
Peskov: «C’è una volontà politica comune»
Peskov ha comunque evidenziato l’esistenza di un’iniziativa condivisa e di una volontà politica comune di riprendere il negoziato. “Speriamo che questi negoziati riprendano in un futuro prossimo”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino.
Si tratta quindi di un’apertura sul piano politico, ma ancora priva di un calendario e di un percorso negoziale definito. Le parti dovranno infatti stabilire modalità, tempi e luogo degli eventuali nuovi incontri.
I negoziati potrebbero tornare ad Abu Dhabi
Tra le possibili sedi per la ripresa del confronto c’è anche Abu Dhabi. Ushakov non ha escluso che i colloqui trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina possano riprendere proprio negli Emirati Arabi Uniti.
Il consigliere del Cremlino ha spiegato che esistono già dei contatti e che la possibilità di continuare il processo in formato trilaterale è stata discussa anche con gli interlocutori americani. I rappresentanti delle parti si sono già incontrati ad Abu Dhabi e, proprio per questo, secondo Ushakov, sarebbe del tutto possibile tornare a riunirsi nella stessa sede.
Per Mosca, dunque, restano aperte due prospettive diplomatiche distinte ma potenzialmente collegate: da una parte l’ipotesi di un incontro tra Putin, Trump e Xi al vertice Apec di novembre, dall’altra la possibilità di riattivare i negoziati sulla guerra in Ucraina tra Russia, Stati Uniti e Kiev, eventualmente proprio ad Abu Dhabi.
