Le contromisure commerciali del Canada per un valore di 20 miliardi di dollari sono entrate in vigore alle 00:01 ET di martedì. Colpiscono circa 700 prodotti e portano al 50% i dazi su alluminio e acciaio, allineando le aliquote a quelle applicate dagli Stati Uniti alle importazioni canadesi. Ottawa presenta il pacchetto come risposta mirata alle tariffe statunitensi e, nel disegnare l’elenco, ha escluso i prodotti ittici degli Stati Uniti dal dazio del 25% per tutelare settori sensibili in Stati chiave come Alaska e Maine.
Le misure non si limitano ai metalli: nell’elenco figurano anche prodotti cartari, materiali da costruzione, elettrodomestici e beni agricoli. L’obiettivo dichiarato è esercitare pressione politica su Washington contenendo, per quanto possibile, l’impatto sulle industrie considerate strategiche per l’export canadese.
Cosa cambia con i dazi canadesi
Con l’entrata in vigore, le aliquote sui metalli passano al 50% in modo speculare a quelle statunitensi, toccando in particolare alluminio e acciaio. La lista di circa 700 prodotti estende l’ambito dei dazi a filiere che attraversano più volte il confine, dalle carte per imballaggio ai componenti per l’edilizia, fino agli elettrodomestici e ad alcuni beni agricoli, riflettendo l’elevata integrazione manifatturiera tra i due Paesi.
Nel definire le esenzioni, Ottawa ha tenuto fuori i prodotti ittici degli Stati Uniti dal dazio generalizzato del 25%, una scelta presentata come necessaria per evitare ricadute sproporzionate su segmenti delicati in Alaska e Maine. Il governo canadese sostiene che la calibratura delle voci serva a contenere gli effetti su fornitori e clienti canadesi, indirizzando il segnale politico verso Washington.
Minacce su Bombardier e trattative in stallo
Poche ore prima della scadenza, il presidente Donald Trump ha minacciato di vietare la vendita dei jet Bombardier negli Stati Uniti “se non saranno costruiti qui”. La società di Montreal ha replicato rivendicando “una significativa presenza manifatturiera negli Stati Uniti” e sostenendo che “l’industria aerospaziale americana è una chiara beneficiaria del commercio e delle esportazioni. Bombardier è un forte contributore al settore, creando decine di migliaia di posti di lavoro negli Stati Uniti“, si legge nella nota.
Il confronto a distanza tra le capitali si inserisce in un’escalation di scambi duri tra i vertici politici. Il primo ministro Mark Carney ha affermato di restare fermo sulle contromisure e ha avvertito che il Canada risponderà a qualsiasi azione ulteriore. Carney ha anche criticato l’andamento dei negoziati, sollecitando la necessità di «negoziare sul serio» oltre le schermaglie pubbliche.
Negli ultimi giorni i colloqui bilaterali si erano interrotti all’ultimo, con funzionari statunitensi che, secondo il governo degli Stati Uniti, avrebbero chiesto modifiche dell’ultimo minuto. Il rappresentante commerciale Jamieson Greer e il segretario al Commercio Howard Lutnick hanno attribuito la rottura a divergenze sulle ultime concessioni in materia di auto e dazi sulle merci, mentre il governo canadese ha riferito che alcune richieste erano state rimesse in discussione a fine trattativa.
Gli economisti avvertono che la stretta commerciale rischia di produrre danni reciproci, dato che molte catene del valore nordamericane sono intrecciate su entrambi i lati del confine. Il professore Ari Van Assche ha ricordato la difficoltà, per numerose produzioni specializzate, di trovare rapidamente fornitori alternativi senza costi e ritardi significativi lungo l’intera filiera.
A livello politico regionale, si valutano anche contromosse locali. Il premier dell’Ontario Doug Ford ha detto che la provincia potrebbe considerare restrizioni alle esportazioni di elettricità verso Stati di confine come New York e Michigan, ipotesi che sposterebbe l’attrito commerciale su infrastrutture essenziali e sul conto energetico dei consumatori vicini al confine.
Con le tariffe ormai operative dalle 00:01 ET e i dazi su alluminio e acciaio fissati al 50%, il dossier resta aperto sul fronte politico e negoziale: Carney ha avvertito che il Canada risponderà a eventuali nuove misure, mentre l’industria, a partire da Bombardier, difende la propria presenza negli Stati Uniti.
