Le forze statunitensi hanno neutralizzato tre petroliere iraniane nel Golfo, dopo il lancio di missili balistici da parte dell’Iran verso due navi della Marina degli Stati Uniti. Il Comando Centrale statunitense (CENTCOM) ha presentato l’azione come risposta diretta e ha precisato che le unità sono state rese inservibili.
Le unità bersaglio e la ricostruzione operativa di CENTCOM
La M/T Downy è stata dichiarata «permanently disabled» al largo di Kharg Island. In aggiunta, la M/T Stark 1 è stata colpita nei pressi di Jask e resa inutilizzabile. La terza nave, la M/T Kylo — identificata anche come «Noxen» — è stata distrutta nel Golfo di Oman dopo che all’equipaggio era stato ordinato di abbandonare l’imbarcazione.
Per il comando statunitense, quei vettori rientrano in «una rete ombra da miliardi di dollari» che sostiene l’IRGC e i suoi alleati nella regione. Di conseguenza, Washington inquadra la neutralizzazione delle tre navi come l’imposizione di un costo economico all’IRGC in risposta al lancio di missili contro due unità americane.
Un dettaglio di tracciamento aggiunge un tassello: la Stark One risultava registrata in prossimità di Kharg una settimana prima. Secondo il servizio di monitoraggio MarineTraffic, la petroliera è stata costruita nel 2000 e ha una capacità di 159.681 tonnellate.
Gli avvisi via radio e le segnalazioni iraniane
Un audio verificato dalla CNN documenta gli avvisi rivolti alla Stark 1 da un velivolo militare americano sul canale d’emergenza. «Stark 1, qui un velivolo militare degli Stati Uniti. Mi preparo a colpire la vostra poppa. Avete dieci minuti per evacuare la poppa. Cambio», si ascolta nella prima comunicazione. In un messaggio successivo, l’equipaggio viene invitato a salire sulle scialuppe e ad abbandonare immediatamente la nave; in sottofondo, una voce a bordo afferma: «Siamo già distrutti».
Da parte iraniana, le agenzie — fra cui Tasnim — hanno riferito che una petroliera nell’area di ancoraggio vicino a Kharg Island è stata colpita da quattro proiettili sparati dalle forze statunitensi. Non risultano vittime nei loro resoconti e l’equipaggio, secondo le stesse fonti, stava procedendo all’evacuazione. Inoltre, i media statali hanno parlato di un attacco a una petroliera in prossimità di un importante snodo petrolifero.
Nella dichiarazione diffusa dal comando, l’ammiraglio Brad Cooper ha sintetizzato il messaggio rivolto all’IRGC: «Il messaggio per l’IRGC sia chiaro: se sparate a due delle nostre navi, imposteremo un costo economico ancora più alto — prendendone tre delle vostre».
Il quadro non nasce nel vuoto. All’inizio della settimana, i due schieramenti si erano già scambiati colpi nella regione del Golfo, con attacchi e contro-attacchi che hanno alimentato l’escalation. Questo nuovo episodio si inserisce dunque in una sequenza di azioni e risposte che, almeno per ora, resta centrata sulle rotte energetiche e sugli asset navali nell’area del Golfo.
