Malé, la capitale delle Maldive, è al centro di un canale logistico che consente alla Russia di instradare merci sottoposte a restrizioni verso Mosca. Il Wall Street Journal ha pubblicato un’esclusiva che descrive come voli commerciali e reti di intermediari locali permettano il transito di materiali partiti da Stati Uniti, Europa e Cina e poi riportati in Russia con nuove lettere di vettura.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: «Voglio essere molto chiara, questo è stato un attacco della Russia in territorio europeo. Non lo tolleriamo». Per molte autorità europee e statunitensi, però, la necessità immediata è chiudere i canali attraverso i quali le sanzioni vengono eluse. Il reportage ricostruisce operazioni che coinvolgono compagnie aeree, società doganali locali e aziende di logistica.
Il meccanismo operativo all’aeroporto di Malé alle Maldive
Secondo la ricostruzione del quotidiano statunitense, ogni mattina un volo commerciale di Aeroflot atterra a Malé, dove squadre di intermediari locali e imprese logistiche con legami russi assistono nello sdoganamento delle merci. I carichi, arrivati sull’isola, vengono sottoposti a controlli doganali minimi e in molti casi non vengono formalmente importati nelle Maldive: rimangono nell’area aeroportuale e vengono trasferiti su altri aerei in partenza per la Russia.
All’arrivo a Mosca viene emessa una nuova lettera di vettura che non riporta il nome dell’esportatore originario, sostituendo il destinatario con soggetti russi. Tra gli attori citati compaiono aziende locali come Freight Care e Go Investment, che, secondo i documenti esaminati, avrebbero falsificato documenti di spedizione e agevolato il trasferimento dei beni tra i velivoli senza che questi entrassero ufficialmente nell’arcipelago.
I dati commerciali e le cifre che allarmano
I numeri raccolti da Import Genius offrono un primo quadro quantitativo. Le importazioni russe dalle Maldive sono passate da meno di 7 milioni di dollari nel 2021 a oltre 630 milioni di dollari nel 2022, anno di avvio dell’invasione dell’Ucraina. Il 2024, ultimo anno completo disponibile nella banca dati, registra importazioni per 160 milioni di dollari.
William George, direttore della ricerca di Import Genius, ha spiegato che le cifre potrebbero sottostimare il volume reale: le autorità russe avrebbero iniziato a censurare parte dei dati nel 2024 e avrebbero bloccato l’accesso a certi registri all’inizio del 2025. Il quadro segnalato dall’analisi dimostra come il transito via Maldive contribuisca, seppure in misura inferiore rispetto a canali come Cina, Turchia ed Emirati Arabi Uniti, allo sforzo complessivo di Mosca per ovviare alle restrizioni occidentali.
Merci, esempi concreti e vincoli politici
Il reportage elenca tipologie di materiale passate per Malé: microchip utilizzabili sia in componentistica civile sia in sistemi di guida missilistica, strumenti ottici per satelliti di sorveglianza e rivetti e bulloni aerospaziali ad alta resistenza. Tra i destinatari finali compaiono, in alcuni casi, entità soggette a sanzioni, come S7 Airlines e le sue filiali di manutenzione, che faticano a reperire pezzi di ricambio.
Un esempio concreto citato riguarda la Germania: nel maggio 2024 Kraemer Mining ha venduto pompe, batterie e altre attrezzature per circa 9.000 euro a Peretsvo, società con sede in Kirghizistan. La merce è partita da Düsseldorf verso Malé, ha transitato per operatori locali indicati sulle lettere di vettura e successivamente è stata imbarcata su un volo Aeroflot diretto a Mosca. La seconda lettera di vettura, emessa per il tratto Malé–Sheremetyevo, non riportava riferimenti all’esportatore tedesco e indicava come destinatario un importatore russo con sede a Krasnoyarsk.
Il governo delle Maldive, riferisce il Journal, è sotto pressione di Stati Uniti ed Europa per interrompere il flusso. Le autorità locali, si legge, sono «consapevoli del problema e stanno lavorando per risolverlo», ma il controllo doganale limitato e la forte presenza dei turisti russi complicano l’azione: i visitatori russi sono la seconda nazionalità più numerosa tra i turisti e, secondo il canale statale PSM News, Aeroflot ha rappresentato il 12% del traffico merci in uscita nella prima metà dell’anno.
La trasformazione delle Maldive in un corridoio di transito riflette, secondo i documenti e le analisi disponibili, l’ampiezza delle strategie utilizzate per eludere le sanzioni e pone interlocutori europei e statunitensi davanti alla difficoltà di intervenire su rotte che passano per punti remoti ma economicamente rilevanti per i paesi coinvolti.
