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Germania accusa Russia per attacco ibrido: chiusi consolato e Casa russa

Berlino attribuisce a Mosca il tentato attacco con droni all’aeroporto di Lipsia e annuncia nuove misure. La Russia respinge le accuse e promette "risposte devastanti"

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Germania accusa Russia per attacco ibrido: chiusi consolato e Casa russa

Germania accusa Russia per attacco ibrido: chiusi consolato e Casa russa— CC BY-SA 4.0 — via Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=40023526)

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

Il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt ha attribuito a Mosca la responsabilità del tentato attacco con droni all’aeroporto di Lipsia/Halle, avvenuto il 4 agosto. Le indagini della polizia, le modalità operative e le informazioni dell’intelligence provano, secondo il governo tedesco, la responsabilità russa per il tentato attacco, ha spiegato Dobrindt. Il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha condiviso la valutazione sulla natura non isolata dell’episodio.

La risposta di Berlino ha aperto una nuova fase dello scontro diplomatico con Mosca. Il governo di Friedrich Merz ha deciso la chiusura del consolato generale russo a Bonn dal 18 settembre, la risoluzione dell’accordo relativo alla Casa russa di Berlino e un aumento della pressione sulla cosiddetta flotta ombra russa. L’ambasciatore russo in Germania, Sergei Nechayev, è stato inoltre convocato dal ministero degli Esteri.

Le accuse del governo tedesco

Nel rendere note le conclusioni delle indagini, Dobrindt ha sottolineato che Berlino non considera quanto avvenuto a Lipsia come un evento isolato, ma lo inserisce nel quadro di ulteriori azioni ibride attribuite alla Russia.

Il riferimento alle modalità operative e alle informazioni dell’intelligence è stato posto come elemento centrale della ricostruzione. Secondo le autorità tedesche, dietro il tentato attentato ci sarebbero i servizi russi, mentre per l’esecuzione sarebbero stati utilizzati soggetti reclutati a un livello operativo inferiore.

Dobrindt ha comunque precisato: “Non siamo in guerra”, chiarendo la natura politica e strategica dell’accusa. La Germania, secondo il ministro, resta però bersaglio quotidiano di una guerra ibrida.

Wadephul ha parlato a sua volta di un atteggiamento di “aperta ostilità” della leadership russa nei confronti della Germania, assicurando che Berlino continuerà a sostenere l’Ucraina e a rafforzare la propria capacità di deterrenza anche attraverso la Nato.

I tre droni di Lipsia

Ulteriori dettagli sono emersi sulla dinamica degli episodi avvenuti nell’area dell’aeroporto di Lipsia/Halle. Nella notte del 4 agosto un primo drone è stato trovato sulla pista di rullaggio, nelle vicinanze di alcuni aerei Antonov ucraini.

Un secondo drone avrebbe invece colpito un aereo DHL in volo, danneggiandone il muso, mentre un terzo velivolo è stato individuato circa dieci giorni più tardi in un terreno in un Land confinante.

Dopo settimane di indagini, intelligence e inquirenti tedeschi hanno qualificato gli episodi come tentativi di attentato e attribuito la responsabilità dell’operazione ai servizi russi.

Il quadro di sicurezza si estende inoltre oltre i confini tedeschi. Nella notte tra lunedì e martedì alcuni droni hanno fatto scattare l’allarme in Lettonia e sono entrati nello spazio aereo dell’Estonia, provocando il decollo dei caccia della Nato.

La risposta di Berlino: chiudono consolato e Casa russa

Tra le prime contromisure decise dal governo tedesco figura la chiusura del consolato generale russo a Bonn a partire dal 18 settembre. L’ambasciata russa a Berlino resterà invece operativa.

Berlino ha inoltre deciso di porre fine all’accordo relativo alla Casa russa di Berlino, centro culturale di Friedrichstraße attivo nella capitale tedesca fin dagli anni della Germania Est e gestito da Rossotrudnichestvo, l’agenzia statale russa per la cooperazione culturale.

La struttura ospita attività dedicate alla lingua e alla cultura russa, ma da tempo è al centro di sospetti relativi a possibili attività dell’intelligence di Mosca. La Casa russa ha sempre respinto queste accuse, rivendicando la propria natura esclusivamente culturale.

Il governo tedesco ha annunciato inoltre controlli più severi sugli ingressi dalla Russia, nuove iniziative nel settore dell’intelligence e un aumento della pressione sulla flotta ombra, utilizzata da Mosca per continuare le esportazioni di petrolio nonostante le restrizioni occidentali. Berlino intende anche promuovere ulteriori misure restrittive a livello europeo.

Le reazioni di Ursula von der Leyen e della Nato

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha assicurato che l’Unione europea è “pienamente solidale” con la Germania di fronte a quello che Berlino definisce un attacco ibrido russo. “Gli attacchi ibridi non passeranno senza una risposta chiara”, ha affermato, sottolineando che i tentativi di Mosca di seminare paura e sfiducia nelle società europee non riusciranno a compromettere il sostegno all’Ucraina.

Anche il segretario generale della Nato Mark Rutte ha espresso solidarietà al cancelliere Merz, sostenendo che i tentativi russi di intimidire gli alleati e minarne l’unità sono destinati a fallire.

Sono intervenuti anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Secondo Meloni, in questa fase è essenziale rimanere uniti e mantenere una postura credibile di deterrenza a tutela della sicurezza dei cittadini.

Il governo tedesco intende inoltre portare le informazioni raccolte sul caso di Lipsia all’attenzione del Consiglio Nord Atlantico, dando così alla vicenda una dimensione che supera il confronto bilaterale tra Berlino e Mosca.

Prossimi passi e possibili sanzioni

A seguito del colloquio con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, von der Leyen ha indicato che la questione, comprese eventuali nuove sanzioni contro la Russia, sarà affrontata nei prossimi appuntamenti europei.

Il passaggio al livello dei ministri degli Esteri apre quindi un percorso formale per valutare nuove misure politiche e restrittive. La Commissione europea ha posto la solidarietà con la Germania e la tutela della sicurezza collettiva tra le priorità, mentre Berlino punta anche all’inserimento di ulteriori soggetti russi nelle liste delle sanzioni.

L’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri Kaja Kallas ha ulteriormente alzato i toni, definendo il presunto piano russo un caso di “terrorismo sponsorizzato dallo Stato” e chiedendo una risposta europea forte.

Mosca respinge le accuse: “Risposte devastanti”

La reazione russa alle misure annunciate da Berlino è stata immediata. Mosca ha respinto ogni responsabilità per gli episodi di Lipsia e ha annunciato che reagirà alle decisioni adottate dalla Germania.

“Reagiremo a tutte le decisioni antirusse della Germania”, è la posizione espressa da Mosca, che ha evocato “risposte devastanti” nel caso di quelle definite “folli avventure antirusse” nel Baltico.

Il presidente russo Vladimir Putin, intervenendo durante una conferenza stampa notturna a Bishkek, ha respinto le accuse tedesche e le ha ricondotte alla situazione politica interna della Germania. Secondo Putin, il cancelliere Merz si troverebbe in difficoltà a causa del crescente malcontento della popolazione e utilizzerebbe le accuse contro Mosca anche in questa chiave.

Ancora più duro l’intervento del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, che ha auspicato “un attacco diretto” contro la Germania, accusando Berlino di sostenere una linea “neonazista e fortemente russofoba”.

L’ambasciatore russo Sergei Nechayev, convocato dal ministero degli Esteri tedesco, ha a sua volta respinto le accuse, mentre Mosca ha denunciato una nuova escalation nei rapporti tra i due Paesi.

Gli altri episodi sotto indagine in Germania

Nelle ultime ore altri episodi hanno innalzato il livello di attenzione in Germania, anche se al momento non esistono elementi che consentano di collegarli al caso di Lipsia o alla Russia.

La sera del 1° settembre un guasto in una sottostazione elettrica di Bergheim, nei pressi di Colonia, sarebbe stato provocato intenzionalmente. Secondo la polizia di Essen, allo stato attuale delle indagini non si tratterebbe di un problema tecnico, ma di un atto doloso e quindi di un reato. Cause, movente ed eventuali responsabili restano però da chiarire.

La mattina del 2 settembre, inoltre, un’esplosione ha interessato la stazione centrale di Augusta, in Baviera, dove un oggetto non ancora identificato è deflagrato in un corridoio interno. Anche in questo caso sono in corso gli accertamenti e non è stato stabilito alcun collegamento con gli episodi attribuiti da Berlino alla Russia.

Lo scontro diplomatico tra Germania e Russia entra così in una fase ancora più delicata: alle accuse di guerra ibrida e alle misure decise da Berlino si aggiungono ora le minacce di ritorsione di Mosca, mentre il dossier arriva sul tavolo dell’Unione europea e della Nato.

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