La rimozione di Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report continua a far discutere e ha innescato un’ampia mobilitazione sia all’esterno sia all’interno della Rai. I sostenitori del conduttore ne chiedono il reintegro, mentre la redazione del programma si dice pronta alla protesta e ad andare in sciopero.
In questo clima di tensione, lo stesso Ranucci non ha risparmiato critiche verso i nomi individuati da Viale Mazzini per la successione, ovvero Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. In prima battuta, l’ormai ex conduttore ha attaccato frontalmente le decisioni della dirigenza: “Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico“.
Sigfrido Ranucci, le parole su Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi
Nelle ultime ore la polemica si è spostata sui social, dove Ranucci è tornato sull’argomento per chiarire il senso delle proprie affermazioni attraverso un lungo messaggio indirizzato direttamente a Piervincenzi: “Caro Daniele, ti sei lamentato sul Domani perché ho definito mediocre la scelta di affidare a te e a Giulia la conduzione di Report. Confermo, e specifico: mediocre non è la vostra professionalità, che non metto in discussione, mediocre è la scelta di mettervi alla guida del programma di inchiesta più importante della storia della televisione italiana. [::.] Un servizio realizzato per Report, peraltro mai andato in onda, e da me risistemato un paio di volte, non fa di nessuno un conduttore. Del resto la tua precedente conduzione di Popolo Sovrano, nella primavera del 2019, segnò performance dal 2,4% al 3,8%”.
Nel suo sfogo, Ranucci controbatte anche alle manifestazioni di comprensione arrivate dal collega: “Mi hai scritto che comprendi il mio stato psicologico, e che per questo mi perdoni per le critiche. Ti risparmio la fatica: non credo che tu possa comprendere cosa significhi essere bersaglio di 2.800 articoli di fango, il cui unico scopo era delegittimare me, la mia storia, le persone che mi sono vicine e Report stesso, insieme a tutti i professionisti che l’hanno reso grande. Un’operazione che ha raggiunto il suo scopo, visto che sono stato rimosso perché sarebbe venuta meno la mia credibilità. Dunque sono fuori, ma essendo stato per 20 anni dentro Report, ed avendo partecipato alla sua storia, credo di aver diritto ad esternare una mia opinione”.
L’ex conduttore ha poi rivolto la sua attenzione anche alla giornalista: “Anche Giulia Presutti ha lavorato a Report. Ha realizzato, con nota insofferenza, dei Lab. Mai un’inchiesta principale. Sono stato il primo a credere nelle sue qualità. Ma dopo un paio di anni se n’era andata per guadagnare di più. Poi l’ho accolta a braccia aperte, quando mi ha chiesto di ritornare perché aveva bisogno di sentirsi protetta da un programma importante. Era reduce da un periodo personale difficile. Ora però quel programma che generosamente l’ha protetta rischia di distruggerlo”. E ancora: “Pur sapendo da settimane che sarebbe stata la nuova conduttrice di Report ha mentito in maniera seriale a me e ai suoi colleghi, anche quelli più vicini, tenendo nascosto l’accordo che aveva già chiuso. Giulia sa bene di averla fatta grossa: da quando la notizia è uscita, non mi ha risposto più al telefono”.
La redazione sul piede di guerra e la posizione di Ranucci
Nel frattempo, mentre i due futuri conduttori ribadiscono con fermezza la volontà di non rinunciare all’incarico, tra i giornalisti interni e i collaboratori la tensione resta altissima. La squadra ha infatti fatto sapere di essere pronta a lasciare il programma qualora la Rai non dovesse rivedere la propria decisione.
Intanto Ranucci contesta apertamente la scelta dell’azienda di allontanarlo da Report e rifiuta le soluzioni alternative avanzate da Viale Mazzini: “Ringrazio il Tg3 e Rainews per l’asilo politico. Io non capisco perché se non sono adatto per Report, dovrei essere adatto per il Tg3 o Rainews“.
Sulla vicenda sono intervenuti anche i legali del giornalista, preannunciando battaglia legale per impugnare la misura: “Si contesta integralmente la legittimità, con espressa riserva di ogni azione, anche cautelare e d’urgenza, diretta a ottenerne la cessazione degli effetti e il ripristino della situazione antecedente, nonché il risarcimento di tutti i danni conseguenti”.
