Maria Zakharova ha definito «molto ridicola» la nomina dell’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov come consulente del ministero della Difesa italiano. Questa valutazione, resa nota dalla portavoce della diplomazia russa, è stata espressa come commento diretto alla decisione italiana e contiene riferimenti espliciti alla figura dello scrittore per l’infanzia Gianni Rodari.
Nel corso di un briefing, Zakharova ha detto che la vicenda sembrerebbe «una favola satirica di Gianni Rodari», pronunciando la frase: «Se Gianni Rodari fosse vivo penso che scriverebbe una favola satirica su questo, ma non sono sicura che sarebbe più divertente della storia vera». La portavoce ha collegato l’ironia di quel paragone a osservazioni sull’efficacia dell’apparato statale ucraino che, a suo dire, lo stesso Fedorov avrebbe riconosciuto.
“Ridicola la nomina di Fedorov al ministero della Difesa italiano”
Nella parte centrale del suo intervento Zakharova ha richiamato apertamente il nome di Gianni Rodari per sottolineare il tono satirico che, a suo giudizio, caratterizzerebbe la nomina. La portavoce ha riportato testualmente quel confronto e lo ha proposto come lente interpretativa della scelta italiana, suggerendo che la realtà possa risultare paradossale rispetto a una favola satirica.
La citazione di Zakharova è stata usata dalla portavoce per puntualizzare che, a suo dire, la nomina non è priva di contraddizioni: «Se Gianni Rodari fosse vivo penso che scriverebbe una favola satirica su questo, ma non sono sicura che sarebbe più divertente della storia vera», ha affermato durante il briefing. La battuta sullo scrittore funziona nella ricostruzione della portavoce come un mezzo per evidenziare, secondo la Russia, un’ironia di fondo nella scelta di affidare competenze di innovazione a una figura così descritta.
Le critiche sull’efficienza ucraina e l’accusa di sfruttamento
Zakharova ha proseguito il suo intervento con una critica più politica e diretta alla gestione ucraina, richiamando una dichiarazione attribuita a Fedorov sull’inefficienza del suo dipartimento. «E’ simbolico – ha proseguito Zakharova – che l’innovazione in Italia sarà gestita da un uomo che, in una recente intervista, ha riconosciuto l’assoluta inefficacia del suo stesso dipartimento, dichiarando di ritenere che l’efficienza del sistema statale ucraino sia all’incirca del 5%», ha detto la portavoce.
Nel medesimo passaggio Zakharova ha esteso la critica all’uso internazionale che, secondo la sua lettura, verrebbe fatto dell’Ucraina: «Questo è un esempio perfetto di come gli occidentali utilizzano l’Ucraina e gli ucraini», ha detto ancora la portavoce della diplomazia russa. Ha aggiunto poi una durezza di tono nel descrivere la differenza, così come la vede, tra la sorte dei cittadini e il comportamento dei dirigenti: «Mentre i cittadini comuni vengono mobilitati nelle trincee in Ucraina per affrontare una morte certa, i manager del regime di Kiev stanno convertendo le sconfitte militari in contratti internazionali personali, e non se ne vergognano», ha concluso Zakharova.
Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo durante un briefing in cui ha commentato la nomina di Fedorov al ruolo di consulente presso il ministero della Difesa italiano.
