A metà agosto il parroco Massimo Biancalani è stato rimosso dalle due parrocchie che aveva in cura, a Vicofaro e Ramini, quartieri di Pistoia. Conosciuto da tutti per il suo impegno per i migranti, è stata questa la causa della sua rimozione. Secondo il Dicastero della Santa Sede, don Massimo avrebbe trascurato i suoi impegni come parroco per concentrarsi sull’accoglienza delle persone migranti. Come previsto dal diritto canonico, il parroco ha ora sessanta giorni di tempo per presentare un ulteriore ricorso. Don Massimo rivendica la sua missione e si augura che arrivi un altro giovane prete per continuare ad aiutare queste persone: “C’è il provvedimento del dicastero che va ottemperato. Nello stesso tempo in questa casa ci sono circa 45 ragazzi migranti fragili, persone in gran parte con problematiche, traumi, depressioni e vanno assistite in attesa che il vescovo studi delle soluzioni. L’alternativa per molti di loro sarebbe la strada, sarebbe una contraddizione troppo forte per il magistero stesso della Chiesa. Stiamo valutando il ricorso, ci sono 60 giorni di tempo. Credo di sì, questa scelta è stata influenzata dalla politica del Governo. C’è una linea dura verso chiunque si espone su questo tema, molto divisivo. C’è stato l’intervento della politica governativa. Poi ci sono anche situazioni locali, partiti che hanno creato comitati indirizzati da esponenti della Lega e Fratelli d’Italia che hanno condizionato. Se questi migranti non avessero avuto Vicofaro, Ramini, sarebbero stati in strada. Invece adesso molti lavorano, sono sistemati e sono grati di questo”.