Una tromba d’aria si è abbattuta su Cremona nel pomeriggio, con raffiche violente e grandine. Sono rimasti colpiti edifici storici e pubblici: la copertura di una guglia del Duomo è crollata e il tetto della torre civica è venuto giù, l’unico elemento superstite dell’antico palazzo comunale. I vigili del fuoco hanno raggiunto rapidamente le aree più esposte per verificare la stabilità delle strutture e sgomberare i detriti dalle strade e dai cortili.
In città sono state registrate decine di chiamate per tetti scoperchiati, cornicioni caduti e alberi abbattuti; la circolazione ha subito rallentamenti in più punti. Sul fronte sanitario, le persone arrivate in pronto soccorso hanno riportato ferite lievi e contusioni; molte si sono presentate per accertamenti dopo essere state sorprese dalla grandinata.
I danni e circa quaranta feriti
Il primo bilancio parla di circa quaranta feriti, tutti classificati come non gravi. I casi più impegnativi riguardano gli occupanti di un’auto colpita dalla caduta di un albero in via Giuseppina, nella prima periferia: alcuni automobilisti si sono fermati per aiutarli, poi è intervenuto il 118 e i vigili del fuoco hanno estratto i passeggeri dall’abitacolo. Altri infortuni sono riconducibili alla grandine, a pezzi di cornicione e a tegole sollevate dal vento.
In parallelo, i pompieri hanno concentrato le prime operazioni sugli edifici storici e sulle strutture pubbliche per scongiurare cedimenti successivi. Da qui la decisione della polizia locale di chiudere a tempo alcune strade, così da consentire la messa in sicurezza e la rimozione dei materiali pericolanti.
La grandine tra Piacenza e Alessandria
Le grandinate più intense hanno interessato anche l’est della Bassa Piacentina, con segnalazioni a Castelsangiovanni di chicchi «grandi come palline da tennis». In quell’area ai vigili del fuoco sono arrivate decine di richieste per alberi caduti, in alcuni casi su auto in sosta, oltre a danni a coperture e serre.
Su molte strade, invase dall’acqua, gli automobilisti hanno dovuto fermarsi; nelle campagne i tecnici riferiscono danni alle colture, in particolare ai vigneti. Non risultano feriti nella Bassa Piacentina. Più a ovest, criticità analoghe sono state registrate nella provincia di Alessandria: si contano una cinquantina di richieste di intervento per alberi pericolanti, tegole divelte e tende danneggiate.
Gli interventi in Piemonte e le operazioni in Trentino
Nel Torinese tre squadre dei vigili del fuoco hanno lavorato su una frana che ha sbarrato la carreggiata nella zona di Clot de la batüa. Sono state recuperate e messe in sicurezza otto persone rimaste isolate mentre cercavano di raggiungere le abitazioni della zona; la strada è rimasta chiusa per il tempo necessario al disgaggio e allo sgombero di fango e detriti.
Sul versante trentino le condizioni in quota hanno imposto un piano di assistenza agli escursionisti: oltre i 2.500 metri le raffiche hanno superato i 110 chilometri orari. I vigili del fuoco, insieme al Soccorso alpino, hanno accompagnato a valle più di 800 escursionisti bloccati dallo stop degli impianti. A Ciampac circa 400 persone sono state trasportate con mezzi di soccorso, mentre al Sass Pordoi le presenze sfioravano quota 600, con 200 rientri effettuati a piedi attraverso la Forcella Pordoi.
Il quadro operativo resta esteso: tra Cremona e le aree limitrofe continuano gli interventi di messa in sicurezza, con priorità a tetti, cornicioni e viabilità. Il conteggio provvisorio fissa due numeri chiave: una quarantina di feriti nel capoluogo lombardo e oltre 800 persone assistite in alta quota in Trentino.
