“Dopo una ventina di giorni di presidio, anche notturno, abbiamo voluto che questo spazio continuasse a simboleggiare la vita e la resistenza di Spin Time. Nonostante lo sgombero, Spin Time vive e resiste”. Lo afferma Virtù Maurita, referente dello sportello di tutela sociale e abitante di Spin Time, parlando davanti all’immobile romano dopo lo sgombero.
“Spin Time non era soltanto la parte abitativa, ma anche un luogo di servizi”, sottolinea Maurita, ricordando le attività che andavano “dal supporto scolastico alla tutela sociale”, con uno sportello “di ascolto e orientamento” per le persone alle prese con diverse necessità, “dall’emergenza abitativa alla residenza”.
“Ecco perché ci sono questi gazebo, che nei prossimi giorni torneranno a prendere vita e corpo. Quel corpo si è spostato di pochi metri, ma vive, perché Spin Time c’è”, aggiunge.
Quanto alle famiglie sgomberate, Maurita spiega che “per il momento sono state collocate in emergenza, quindi non si parla ancora di un passaggio di casa”. Molti degli ex abitanti, aggiunge, sono già nelle graduatorie per l’edilizia residenziale pubblica e attendono “l’assegnazione di una casa popolare, come chi ne ha diritto avendo fatto domanda”.
“Alcune famiglie hanno trovato una collocazione distante, ma vengono comunque al presidio perché c’è il bisogno di non spezzare quei legami e quell’esperienza che esiste da tredici anni”, prosegue. “Le persone vengono qui anche per recuperare effetti personali, vestiti, documenti e oggetti cari rimasti all’interno, ma soprattutto per stare insieme. Non si possono spezzare tredici anni di questa realtà”, conclude.