Bari — Un autista francese è stato fermato al porto di Bari dopo che i controlli su un furgone sbarcato da una nave proveniente da Patrasso hanno portato alla scoperta di armi. I militari hanno individuato cinque contenitori e, all’interno, tubi di lancio e tre missili Akeron; il fermo risale al 9 giugno.
Secondo il verbale di sequestro, il mezzo trasportava materiale destinato alla riparazione in Grecia; l’uomo, identificato come Normand, ha fornito documentazione commerciale e un’autorizzazione rilasciata nel 2025 dal ministero della Difesa francese. I finanzieri hanno però segnalato elementi che hanno indotto la magistratura ad aprire un procedimento.
Il carico e la catena del trasporto
All’arrivo al porto sono emersi cinque contenitori etichettati per il trasporto di materiale bellico; all’interno i controlli hanno ricostruito la presenza di tubi di lancio, un tubo privo di missile, un tubo con un missile da istruzione inerte privo di guida, propulsione e testata e altri tre tubi con missili Akeron, prodotti dall’azienda francese MBDA a partire dal 2017. L’uomo ha detto di essere un autista di MBDA France incaricato di consegnare il carico in Grecia, dove la società Altus LSA avrebbe dovuto occuparsi di interventi di riparazione.
Nel furgone erano presenti tre lettere di vettura internazionale, ma il verbale segnala l’assenza di una packing-list dettagliata. Il racconto dell’autista è supportato da mail, fatture e documenti commerciali esibiti al momento del controllo; tuttavia gli investigatori hanno ritenuto necessari ulteriori accertamenti sulla regolarità delle carte e sulle autorizzazioni obbligatorie previste in Italia per il trasporto di materiale bellico.
Le verifiche tecniche e le incongruenze emerse
I militari hanno rilevato che sui tubi di lancio erano applicate bande blu, secondo gli standard Nato per munizionamento da addestramento e quindi privo della componente detonante. Un’ispezione più approfondita ha però evidenziato che sotto la banda blu era presente una colorazione giallo/nero, che identifica munizionamento ad alto esplosivo, elemento che ha aggravato i sospetti sull’effettivo contenuto dei contenitori.
Nel verbale sono state annotate discrepanze relative a timbri e date sui documenti di trasporto e la mancanza delle autorizzazioni richieste dall’ordinamento italiano per l’introduzione di armi da guerra via mare. Per questi motivi la Procura ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari approfondimenti sul materiale sequestrato; il gip ha successivamente disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti dell’autista, contestando l’introduzione non autorizzata di armi da guerra.
La versione della difesa e gli sviluppi procedurali
La difesa ha consegnato alla magistratura documentazione che, secondo l’avvocato, prova l’origine lecita del trasporto. In una nota l’avvocato Schino ha affermato che «il trasporto oggetto del procedimento era pienamente autorizzato dal ministero della Difesa francese ed era destinato a una base Nato in Grecia. Il materiale trasportato è composto da modelli inerti, privi di qualsiasi capacità offensiva. La società Mbda France ha fornito documentazione tecnica e giuridica che chiarisce integralmente la regolarità dell’operazione».
Gli atti ora sono all’esame della magistratura barese: le verifiche tecniche sui contenitori e il confronto documentale tra le autorizzazioni esibite e quelle previste dalla normativa italiana resteranno al centro dell’istruttoria. Sul piano amministrativo è necessario stabilire se le carte presentate coprano effettivamente tutte le fasi del trasferimento e se le discrepanze nei timbri e nelle date siano giustificabili.
Al momento, il procedimento procede con l’accusa di introduzione non autorizzata di armi da guerra; l’uomo si dichiara estraneo a qualsiasi condotta illecita e la difesa ha manifestato la disponibilità a collaborare con gli approfondimenti richiesti dall’autorità giudiziaria. La vicenda è stata resa nota il 26 agosto, a oltre due mesi dal fermo.
