Una frana e una violenta esondazione hanno colpito il confine tra il Tibet cinese e il Nepal, provocando almeno 95 morti e 384 dispersi. Il bilancio è ancora provvisorio e potrebbe aggravarsi nelle prossime ore, mentre proseguono le operazioni di ricerca e soccorso nelle aree maggiormente colpite.
Tra le persone disperse risultano anche 291 cittadini stranieri, mentre nella zona interessata dall’emergenza si trovano complessivamente 90 italiani. La Farnesina sta seguendo la situazione e ha fatto sapere che due connazionali risultano bloccati, ma sono in buone condizioni.
La frana in Tibet e l’esondazione del fiume
La tragedia si è verificata nella mattinata di mercoledì, quando una frana nella contea tibetana di Gyirong, sul versante cinese del confine, ha provocato l’esondazione del fiume Bhote Koshi. L’acqua e i detriti hanno raggiunto il versante nepalese, colpendo in particolare la zona di Rasuwa, distretto montuoso al confine con la Cina. La violenza dell’acqua ha provocato danni alle infrastrutture e reso difficili i collegamenti con alcune delle aree interessate.
Secondo i dati del Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs), nella mattinata è stato registrato in Tibet un terremoto di magnitudo 4.4, avvenuto alle 8:37 ora locale, con epicentro a circa 10 chilometri di profondità. Il sisma è indicato tra gli eventi che avrebbero contribuito a provocare la frana. La massa di detriti avrebbe poi determinato la rapida esondazione del fiume, con conseguenze particolarmente gravi sul versante nepalese.
Le autorità hanno avviato le operazioni di soccorso e di ricerca delle persone disperse. Le condizioni della zona, insieme ai danni provocati dall’acqua e dalla frana, stanno tuttavia rendendo difficili gli interventi.
A horrific scene of severe flooding at the Rasuwagadhi border point on the Nepal-Tibet border.
The strong currents wreaked havoc across the area, leaving 400 pilgrims and 105 Indian tourists also missing in the Nepal floods.#NepalFloods #Nepal #Rasuwa #FlashFlood #Floods pic.twitter.com/dwAX12Gj7l— Ravi Pandey🇮🇳 (@ravipandey2643) August 26, 2026
Centinaia di persone disperse
Il dato più preoccupante riguarda il numero delle persone di cui non si hanno ancora notizie. Secondo le informazioni riportate dalle autorità nepalesi, sono 384 i dispersi, mentre le vittime accertate sono per ora 95. Una parte consistente dei dispersi è costituita da cittadini stranieri. Sono infatti 291 gli stranieri che risultano al momento irreperibili. Tra loro figurano 105 cittadini indiani, 12 britannici, 17 malesi, quattro sudafricani, tre statunitensi, un australiano e un olandese. Per altre 111 persone non è stata ancora resa nota la nazionalità.
La presenza di numerosi cittadini stranieri nella zona è legata anche alla sua posizione e ai flussi turistici che interessano il Nepal. Nell’area colpita si trovano inoltre 90 italiani. I due connazionali che risultano coinvolti dalla frana sono in buone condizioni e vengono assistiti dalla diplomazia italiana.
“I due italiani che risultano coinvolti sono in buone condizioni, vengono assistiti dalla nostra diplomazia e li aiuteremo a rientrare quando riterranno opportuno, non abbiamo notizie di altri italiani coinvolti”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa al Meeting di Rimini, a proposito della frana tra Nepal e Tibet.
Le autorità continuano a verificare la situazione degli altri cittadini presenti nell’area, mentre le squadre impegnate nei soccorsi cercano di raggiungere le zone rimaste isolate.
Xi Jinping ordina il massimo sforzo per i soccorsi
Sul versante cinese, la frana ha interessato la contea di Gyirong, vicino al principale punto di frontiera tra Cina e Nepal. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato di compiere il massimo sforzo nelle operazioni di soccorso e nella gestione dell’emergenza. Le autorità sono impegnate nella ricerca delle persone coinvolte e nella valutazione dei danni provocati dalla frana e dall’esondazione.
La situazione resta in evoluzione e le informazioni provenienti dalle aree più isolate sono ancora in fase di aggiornamento. Il numero delle vittime e dei dispersi potrebbe quindi cambiare con il proseguimento delle operazioni.
L’area già colpita da una grave esondazione
Quella interessata dall’alluvione è una zona già colpita in passato da eventi simili. Lo scorso anno, infatti, una grave esondazione del fiume aveva provocato nove morti e 24 dispersi. Anche in questo caso l’esondazione ha interessato un’area di confine caratterizzata da condizioni geografiche particolarmente complesse.
Le operazioni di soccorso proseguono per raggiungere le persone rimaste isolate e verificare le condizioni dei dispersi. Le autorità cinesi e nepalesi continuano a lavorare per ricostruire il quadro dell’emergenza e arrivare a un bilancio definitivo.
