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Dieci anni dal terremoto di Amatrice, il sindaco Cortellesi: “La vera ricostruzione? iniziata tre anni fa”

Dopo quasi dieci anni dal grave sisma che, il 24 agosto 2016, distrusse numerosi comuni del Centro Italia e provocò 299 vittime, il territorio colpito sta lentamente tornando a popolarsi

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Terremoto Amatrice, il sindaco Cortellesi: "La vera ricostruzione? iniziata tre anni fa" - nella foto, il 7° Anniversario nel 2023

ANSA/GRILLOTTI-VANNICELLI

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

Il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi, ha rigraziato Giorgia Meloni, sostenendo che “la vera ricostruzione è iniziata da tre anni”. Lo ha comunicato all’Ansa dopo l’annuncio dato da Palazzo Chigi sulla presenza della premier Meloni alla cerimonia per il decimo anniversario del terremoto che nella notte del 24 agosto 2016 devastò Amatrice e molti comuni del Centro Italia

Cortellesi parla del ripopolamento di Amatrice

“Fin dal discorso di insediamento la premier Giorgia Meloni ha detto che il ripopolamento delle zone depresse sarebbe stata una priorità dell’esecutivo. E la ringrazio per aver mantenuto la promessa”, ha affermato Cortellesi. “La sua presenza ad Amatrice mi riempie di orgoglio. Il suo arrivo non è soltanto un atto simbolico verso una comunità che col sisma del 2016 ha perso gli affetti e le cose più care, ma è anche e soprattutto il segno della vicinanza del governo, dimostrata in questi anni con atti e scelte concrete”.

Dieci anni dopo quel sisma, la ricostruzione di Amatrice non riguarda soltanto edifici, strade e cantieri; uno dei problemi centrali resta quello di riportare persone e famiglie sul territorio, evitando che lo spopolamento trasformi definitivamente il paese. Ed è proprio in questo contesto che la storia di Pietro, oggi otto anni, è diventata per molti il simbolo più concreto della possibilità di ricominciare.

Pietro, il bambino nato dopo il terremoto di Amatrice

Pietro è nato nel 2018 all’ospedale di Rieti, due anni dopo il terremoto. Sua madre, Amalia Casini, era sopravvissuta alla scossa che aveva però portato via una parte importante della sua famiglia: il fratello, la cognata, la nipote di diciotto anni e i suoceri.

Secondo quanto raccontato dalla donna, prima della nascita di Pietro i medici le avevano detto che difficilmente avrebbe potuto avere un altro figlio. Per questo, quando rimase incinta, la notizia assunse immediatamente un significato particolare anche per il resto della comunità.

“Per tutta la comunità quella nascita, fino ad allora creduta impossibile, fu considerata un miracolo”, ha raccontato Amalia. Pietro nacque mentre Amatrice cercava ancora di trovare un equilibrio tra le macerie, le sistemazioni provvisorie e l’avvio di una ricostruzione destinata a durare anni.

Dalla vita da sfollati alla scelta di restare ad Amatrice

Dopo il sisma la famiglia di Amalia visse inizialmente in macchina e poi in una roulotte, mentre per mangiare si affidava anche ai campi allestiti per gli sfollati. Con il passare del tempo la donna decise però di ricominciare proprio ad Amatrice.

Ha aperto una lavanderia, riprendendo un progetto a cui aveva pensato in precedenza sua sorella, e ha scelto insieme al marito e ai figli di non abbandonare il territorio. “Io, mio marito, mia figlia e mio figlio Pietro non lasceremo mai Amatrice”, ha spiegato.

Una scelta che non cancella quanto accaduto. Amalia racconta che il terremoto continua ancora oggi a condizionare la vita di molte persone. “C’è chi è riuscito a rimboccarsi le maniche e andare avanti, ma anche chi è rimasto fermo a quella notte e adesso ha il terrore di rientrare nelle case ricostruite”.

Anche i gesti più semplici diventano così il simbolo di una normalità che deve ancora essere riconquistata. Amalia racconta, per esempio, di desiderare il giorno in cui potrà tornare a mettere un paio di scarpe con il tacco senza dover camminare tra polvere e cantieri.

Amatrice dieci anni dopo il sisma

Il terremoto del 24 agosto 2016, di magnitudo 6.0, colpì duramente Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto e provocò 299 vittime, la maggior parte proprio nel territorio amatriciano. La scossa distrusse intere parti del centro storico e delle frazioni, lasciando migliaia di persone senza casa.

A dieci anni di distanza il paese continua a convivere con la ricostruzione, ma le parole del sindaco Cortellesi raccontano un’accelerazione arrivata negli ultimi anni.

Per questo la storia di Pietro, nato quando Amatrice era ancora immersa nell’emergenza post-sisma e cresciuto tra i cantieri, è diventato un caso politico. “Il nostro futuro è qui”, ripete sua madre.

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