L’obbligo di presentare in Italia la dichiarazione per l’IMU esclusivamente online è stato introdotto dall’articolo 26 del decreto legislativo 7 agosto 2026 n. 147, che ha inserito il nuovo comma 768-bis: la scadenza per la compilazione è fissata al 30 giugno dell’anno successivo.
Cosa cambia per chi possiede un immobile
I contribuenti devono presentare la dichiarazione quando ha inizio il possesso di un immobile o quando si verificano variazioni rilevanti ai fini del calcolo dell’imposta; la presentazione resta valida anche per gli anni successivi se i dati rimangono invariati. Il nuovo impianto normativo concentra in un unico modello telematico anche le attestazioni necessarie per ottenere benefici e agevolazioni e impone che il diritto all’esenzione sia comunicato attraverso la stessa procedura digitale. In quest’ambito il riferimento operativo sarà la trasmissione via canali telematici del Dipartimento delle Finanze o tramite intermediari abilitati, come i centri di assistenza fiscale (Caf).
La riforma specifica inoltre che restano escluse alcune previsioni operative per particolari soggetti: per esempio la disciplina degli enti non commerciali mantiene l’obbligo della presentazione con cadenza annuale secondo le regole vigenti, lasciando una deroga applicativa rispetto all’esclusività telematica prevista per gli altri contribuenti.
Fase di transizione, vantaggi per i Comuni e criticità per i cittadini
Per la fase di transizione il legislatore consente di utilizzare i modelli approvati con i decreti ministeriali del 29 luglio 2022 e del 4 maggio 2023 fino alla formalizzazione delle nuove modalità operative; le dichiarazioni presentate in passato per IMU e TASI conservano la loro efficacia purché compatibili con la normativa vigente. Sul piano degli enti locali il passaggio alla sola trasmissione digitale promette uno snellimento delle procedure e una maggiore rapidità nei controlli: i sistemi informatici comunali potranno incrociare in tempo reale le informazioni catastali e fiscali, potenziando le attività di contrasto all’evasione fiscale e la capacità di verifica degli elementi dichiarati.
Accanto ai vantaggi amministrativi emergono però criticità concrete per una quota di cittadini privi di competenze digitali o di strumenti di identità elettronica: in assenza della consegna gratuita allo sportello, queste persone potrebbero vedersi costrette a rivolgersi a consulenti o a pagare servizi per la trasmissione, sostenendo così costi extra non previsti in precedenza. Il nuovo quadro normativo affida quindi agli intermediari abilitati un ruolo operativo più rilevante, mentre i Comuni devono adeguare procedure e infrastrutture per evitare disallineamenti nella fase attuativa.
La dichiarazione IMU online costituisce il fulcro della semplificazione prevista: un modello unificato che ingloba attestazioni, esenzioni e variazioni, con l’obiettivo di ridurre i flussi cartacei e migliorare l’efficienza del servizio fiscale locale. Al tempo stesso, la misura solleva la questione dell’accesso alle tecnologie e della necessità di strumenti di accompagnamento per i contribuenti meno avvezzi al digitale.
In chiusura, fino alla definizione delle nuove modalità operative restano utilizzabili i modelli attuali e le dichiarazioni già presentate per IMU e TASI mantengono efficacia se compatibili con le disposizioni introdotte dal decreto; spetterà alle amministrazioni locali e agli intermediari abilitati gestire la transizione senza interrompere il supporto ai contribuenti.
