Due persone sono morte in incendi sull’isola greca di Salamis. I corpi sono stati recuperati nella zona della spiaggia di Peristeria, ha detto un portavoce del dipartimento dei vigili del fuoco ad AFP. L’incendio Salamis è scoppiato dopo che due focolai si sono sviluppati sull’isola e le autorità hanno disposto evacuazioni e misure per allontanare residenti e turisti.
Contemporaneamente, nel Belgio orientale sono stati mobilitati elicotteri e altri velivoli antincendio per contenere il più grande rogo registrato nel paese in più di un secolo. Le operazioni aeree sono state ritenute decisive sia per l’estensione dell’incendio sia per la natura del terreno nella riserva naturale, dove i mezzi pesanti rischiano di sprofondare.
Salamis: corpi recuperati e ordini di evacuazione
Sulle cause dei due incendi a Salamis non sono stati forniti dettagli precisi nel rapporto iniziale; le autorità locali hanno collegato la risposta all’aumento delle fiamme in aree costiere. Le misure adottate hanno previsto l’allontanamento di abitanti e frequentatori delle zone interessate: centinaia di persone sono state interessate dalle ordinanze di evacuazione emesse dai vigili del fuoco e dalla protezione civile locale.
I soccorsi hanno concentrato le operazioni di salvataggio e la messa in sicurezza delle aree più vulnberabili attorno a Peristeria, dove sono stati ritrovati i corpi. Le autorità hanno informato che ospedali e servizi di emergenza sono stati messi in allerta per assistere chiunque necessiti di cure o di un ricovero temporaneo.
High Fens: 3.000 ettari in fiamme e 600 evacuati
Nella riserva delle High Fens, in provincia di Liegi, il vasto incendio scoppiato venerdì ha interessato circa 3.000 ettari di terreno e, entro la mattina di domenica, si era spinto verso il confine con la Germania. Le condizioni meteo e il tipo di vegetazione hanno complicato gli interventi a terra, costringendo i soccorritori a privilegiare i lanci aerei.
Autorità locali hanno ordinato l’evacuazione di circa 600 persone nelle municipalità di Waimes e Bütgenbach, vicino al confine. I messaggi rivolti alla popolazione e ai turisti hanno incluso indicazioni di abbandonare le aree esposte e di seguire i punti di raccolta segnalati dalle amministrazioni comunali.
Alcuni turisti hanno lasciato le strutture ricettive nel pomeriggio di sabato, quando i venti hanno cambiato direzione e il fumo ha cominciato a diffondersi verso le strade. Le autorità locali hanno segnalato che, tra chi ha seguito l’ordine di allontanamento, circa 20 persone hanno trascorso la notte in una palestra utilizzata come centro di prima accoglienza, mentre altri si sono rifugiati presso parenti o conoscenti nelle vicinanze.
Il più grande incendio in Belgio da oltre un secolo
Secondo le autorità belghe, si tratta dell’incendio più esteso registrato nel Paese in epoca moderna. La stessa zona era già stata devastata da grandi roghi nel 1911, durante un periodo di siccità.
Due dei fronti dell’incendio, diretti verso Jalhay e Monschau, risultavano sotto controllo domenica pomeriggio, ma l’emergenza non è ancora terminata. Gli incendi in Grecia e Belgio si inseriscono in una situazione più ampia: negli ultimi giorni evacuazioni e roghi hanno interessato anche Croazia, Germania, Francia e Spagna, mentre gran parte dell’Europa sta attraversando una nuova fase di caldo intenso.
