Una donna è stata aggredita nel carcere di Saluzzo, in provincia di Cuneo. Si tratta della sostituta del comandante della Polizia penitenziaria, che sarebbe stata strattonata da un detenuto. Secondo quanto riferito dall’ANSA, l’autore dell’aggressione sarebbe Francesco Coffa, appartenente all’omonimo clan della Sacra Corona Unita brindisina. Sulla dinamica dell’episodio e sulle eventuali conseguenze riportate dalla funzionaria non sono ancora emersi ulteriori dettagli.
Francesco Coffa, chi è l’uomo indicato come autore dell’aggressione
Il nome di Coffa compare da anni nelle principali inchieste sulla criminalità organizzata di Brindisi. Nel luglio 2016 il gup del Tribunale di Brindisi Paola Liaci lo ha condannato all’ergastolo, insieme ad Andrea Romano e Alessandro Polito, per l’omicidio di Cosimo Tedesco, 52 anni, e per il tentato omicidio del figlio Luca.
Tedesco venne ucciso il primo novembre 2014 nel rione Sant’Elia di Brindisi. Coffa, allora 33enne, era stato fermato pochi giorni dopo: secondo gli investigatori aveva preso parte all’agguato insieme agli altri componenti del gruppo.
Negli anni successivi le indagini antimafia hanno ricostruito anche il ruolo della famiglia Coffa negli equilibri della criminalità brindisina. Le carte giudiziarie descrivono un gruppo legato ad Andrea Romano e inserito nell’area della Sacra Corona Unita, attivo, secondo gli investigatori, nel traffico di droga, nelle estorsioni e in altri affari illeciti.
Il clan e la Sacra Corona Unita brindisina
Nel 2020 una vasta operazione antimafia aveva portato all’arresto di decine di persone nell’ambito delle indagini sul gruppo Romano-Coffa. Gli inquirenti avevano ricostruito una struttura nella quale anche i familiari dei detenuti avrebbero avuto un ruolo nella gestione degli affari e nel mantenimento dei contatti con l’esterno.
L’aggressione segnalata oggi apre quindi un nuovo capitolo nella lunga storia giudiziaria di Coffa. Per il momento, tuttavia, l’unico elemento emerso sulla dinamica è lo strattonamento della vicecomandante: eventuali responsabilità penali legate all’episodio e i provvedimenti disciplinari o giudiziari conseguenti dovranno essere accertati nelle prossime ore.
