Karoline Leavitt lascerà il ruolo di portavoce della Casa Bianca alla fine di agosto, ha annunciato il presidente Donald Trump. Il presidente l’ha descritta come «una delle mie collaboratrici di maggiore fiducia» e ha detto che la decisione è legata alla volontà di trascorrere più tempo con la famiglia. Leavitt, ha aggiunto Trump, continuerà a servire come consulente esterno.
Motivazioni e parole della portavoce
Leavitt ha spiegato in un post sui social che, dopo il ritorno al lavoro dopo la nascita della figlia, «non posso essere la miglior madre che i miei due giovani figli meritano continuando a dedicare il tempo, l’energia e l’attenzione costanti richiesti dal ruolo di portavoce della Casa Bianca». Nella stessa comunicazione ha definito la scelta «amaro-dolce» e ha ringraziato per il sostegno ricevuto.
In un altro passaggio della nota Leavitt ha scritto che il presidente le ha chiesto di rimanere al suo fianco dall’esterno: «Servirò come sua consigliera esterna e rimarrò una voce a favore del movimento e del partito», ha affermato, citando il suo impegno politico. La dichiarazione mette in chiaro che la sua uscita dalla sala stampa non segna un allontanamento completo dall’amministrazione.
Carriera, ruolo e contesto politico
La portavoce, che ha 28 anni secondo il profilo pubblicato, era entrata nello staff come figura giovane e nelle scorse settimane aveva fatto notizia per essere tornata al podio dopo una breve maternità. Leavitt era stata la più giovane a ricoprire il ruolo e la prima donna ad affrontare una gravidanza mentre svolgeva l’incarico, dettagli che hanno contribuito alla visibilità mediatica del suo mandato.
Il suo addio arriva in un momento politicamente delicato: la Casa Bianca affronta, secondo il pezzo informativo, valutazioni di consenso basse in un quadro segnato dalla guerra con l’Iran e dall’aumento dei prezzi della benzina, con meno di tre mesi fino alle elezioni di midterm. In questo contesto, la figura di Leavitt potrebbe continuare a essere utilizzata come messaggero esterno della presidenza.
Impatto sull’ufficio stampa e possibile successione
Durante la recente assenza per maternità le conferenze stampa della Casa Bianca erano diventate meno frequenti e il palco è stato occupato da altri alti funzionari, con risultati variabili. La comunicazione interna ha registrato alcune uscite: il deputato capo comunicazione Taylor Budowich è andato via dopo otto mesi, e due vice di Leavitt, Harrison Fields e Abigail Jackson, hanno lasciato il ruolo.
Il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Steven Cheung, ha elogiato il contributo di Leavitt definendola una «ottima compagna di squadra». Al momento, non era chiaro chi sarebbe stato scelto per sostituirla al podio della stampa; una fonte ha detto che lo staff non aveva ancora definito un successore immediato.
Leavitt aveva lavorato anche durante il primo mandato del presidente in ruoli minori e aveva tentato una candidatura al Congresso nel suo stato d’origine, senza successo nella tornata generale. Alla Casa Bianca il suo incarico è durato circa 18 mesi, collocandola fra i portavoce con una permanenza estesa nel secondo mandato.
Il passaggio dalla sala stampa a un ruolo esterno apre una nuova fase per la strategia comunicativa presidenziale nei mesi che restano fino alle elezioni, con la possibilità che Leavitt rimanga un volto di riferimento dalla posizione di fuoriuscita.
