Kvaratskhelia e Doué hanno consegnato al Paris Saint-Germain la Supercoppa europea, superando l’Aston Villa a Salisburgo. I Villans avevano riportato la contesa in parità con la rete del 17enne Madjo, ma le giocate dei parigini hanno deciso la partita e permesso al PSG di sollevare un altro trofeo dopo la vittoria in Champions.
Per il Paris Saint-Germain guidato da Luis Enrique è il secondo successo consecutivo nella competizione: prima di loro ci erano riusciti solo il Milan e il Real Madrid. L’incontro ha mostrato sprazzi di supremazia tecnica da parte dei campioni d’Europa e momenti di vivacità fisica degli uomini di Unai Emery.
Il gol decisivo di Kvaratskhelia
La partita si è sbloccata al 20′ quando Kvaratskhelia ha siglato la rete che ha impostato il successo parigino. L’azione è nata da un appoggio di Doué e si è sviluppata sul prosieguo di un tentativo fallito del francese: il georgiano si è accentrato dalla sinistra e ha trovato una stoccata elegante e potente che ha trafitto la difesa avversaria. Fino a quel momento il PSG era apparso in difficoltà contro il 4-2-3-1 inglese, ma quel gol ha acceso la squadra di Luis Enrique.
I Villans, pur mostrando maggiore freschezza atletica, hanno però mancato concretezza: il centravanti Madjo aveva fallito quattro occasioni evidenti (28′, 35′, 41′, 44′) prima di trovare il tocco giusto poco prima dell’intervallo. La rete del giovane attaccante è arrivata al 45′, con un sinistro al volo su un cross da destra di McGinn che ha sorpreso Pacho.
La rimonta e il raddoppio con il Var
Il pareggio di Madjo non ha cambiato lo slancio del PSG nella ripresa. Al 15′ del secondo tempo, dopo l’ingresso di Dembélé, il campione d’Europa ha confezionato un filtrante per lanciare Doué in profondità. L’azione è stata inizialmente segnalata in fuorigioco dal guardalinee, ma l’esame del VAR ha stabilito che la posizione era regolare grazie al mantenimento in gioco sull’altro lato di Cash; la rete è stata quindi convalidata e ha portato il PSG nuovamente in vantaggio.
Il raddoppio ha spento le velleità offensive dell’Aston Villa, che fino a quel momento aveva messo pressione sulla difesa parigina e aveva costretto il portiere avversario a interventi decisivi: su tutti la parata di Safonov su una stoccata dal limite di McGinn al 6′. Nel corso della partita il PSG ha subito altre sortite avversarie, compresa una conclusione di Gomes al 29′, ma è riuscito a gestire il vantaggio e a controllare la fase finale del match fino al triplice fischio.
Scelte di formazione, assenze e conseguenze del trofeo
Alla vigilia Luis Enrique aveva confermato la fiducia in Kvaratskhelia nonostante il georgiano avesse seguito il mondiale in televisione; al contrario Dembélé, tornato dalle ferie una settimana prima per rendersi disponibile, era inizialmente lasciato in panchina e poi è risultato decisivo con l’assist che ha portato al raddoppio. Al suo fianco, accanto a Doué, è sceso in campo il neo-acquisto Akliouche. Anche il campione del mondo Ruiz è rimasto in panchina.
Per Unai Emery la costruzione dell’undici titolare è stata condizionata dalle assenze di mondialisti — Martinez, Konsa e Watkins — e dagli infortuni di Onana, Manzambi e Bailey: vari cambi hanno dunque inciso sulle certezze della rosa. Tra i pali Emery ha schierato Bizot, mentre a sinistra ha agito Hemmings e in avanti il giovanissimo Madjo, autore comunque di una prova positiva con il gol del pareggio.
La vittoria in Austria vale per il PSG la conferma di un impegno a mantenere alte le ambizioni stagionali: è il secondo successo consecutivo nella Supercoppa europea, risultato che il club ha ottenuto inserendo il trofeo nella propria bacheca. Al termine della partita il francese Doué ha sintetizzato l’obiettivo della squadra con una dichiarazione chiara: «Vogliamo vincere tutto anche quest’anno».
