Livio Berruti è morto a 87 anni in una clinica torinese dopo un periodo di malattia. Lo ha appreso l’ANSA da fonti vicine alla famiglia.
L’oro nei 200 metri a Roma e il primato mondiale
La vittoria che lo rese celebre avvenne allo Stadio Olimpico: il 3 settembre 1960 corse la semifinale in 20,5, eguagliando il primato mondiale, e vinse poi la finale nello stesso tempo. Quel successo nei 200 metri a Roma 1960 lo impose come primo velocista europeo a trionfare sulla distanza.
In finale precedette lo statunitense Lester Carney (20,6) e il francese del Senegal Abdou Seye (20,7). Fu primatista mondiale della specialità fino al 1963 e, per la medaglia d’oro e il record, ricevette da CONI 800mila lire e 400mila lire, oltre a una Fiat 500 dono della casa automobilistica.
Tokyo 1964 e gli ultimi risultati in pista
Quattro anni dopo, ai Giochi di Tokyo, corse sulla prima corsia e chiuse quinto, ancora primo degli europei, con 20,83. La gara fu vinta dall’americano Henry Carr in 20,36. Anche questa prestazione fece parte del suo profilo internazionale prima che la carriera agonistica producesse altri impegni fuori dalla pista.
Vita privata, riconoscimenti e reazioni
Nato a Torino il 19 maggio 1939, avvicinatosi all’atletica nel 1955 al liceo Cavour, dopo il ritiro lavorò nel mondo della comunicazione. Lascia la moglie Silvia; i funerali sono previsti in forma privata. Nel 2006 è stato uno degli otto italiani portatori della bandiera olimpica alla cerimonia di chiusura dei Giochi invernali di Torino, la sua città natale.
La storia d’affetto e di amicizia con la campionessa americana Wilma Rudolph rimane uno dei ricordi più noti: i due furono immortalati mano nella mano al Foro Italico e il loro incontro è rimasto tra le immagini simbolo di quell’Olimpiade. Rudolph è scomparsa nel 1994 a 54 anni a seguito di una malattia al cervello.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito Berruti «una figura altamente rappresentativa dello sport italiano». Molto personale è stato anche il messaggio del velocista Marcell Jacobs, che si è detto «profondamente addolorato» e ha aggiunto: «La leggerezza di Berruti è un modello per noi velocisti – ha affermato Jacobs -. Correrò per lui, a Birmingham».
Livio Berruti figura inoltre tra le targhe della Walk of Fame dello sport italiano a Roma, riconoscimento con cui il Coni ha celebrato le leggende azzurre. La sua scomparsa chiude il capitolo umano di un atleta che, con il sorriso e le vittorie, entrò nella memoria collettiva dell’atletica italiana.
