Il forte terremoto che ha colpito la Colombia nella mattinata di oggi, 10 agosto, ha provocato danni e feriti in alcune delle zone maggiormente interessate. Il sisma, inizialmente indicato con una magnitudo di 7.4, è stato avvertito in una vasta parte del Paese. Le prime informazioni parlano di edifici danneggiati, strutture crollate e calcinacci finiti sulle strade, mentre in alcune città le comunicazioni risultano interrotte. Il bilancio provvisorio è di almeno 20 morti. A riferirlo è il quotidiano El Espectador, secondo il quale le vittime sono state accertate nelle città di Manizales e Pereira, tra i centri più colpiti dal sisma. Inoltre, nel dipartimento del Chocó si registra una vittima e dieci feriti, mentre a Cali sono 19 le strutture danneggiate, dove molte persone risultano bloccate sotto le macerie.
Terremoto in Colombia, epicentro nel dipartimento del Chocó
Il terremoto ha avuto il proprio epicentro nei pressi di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, nell’area nord-occidentale della Colombia. La scossa si è verificata a una profondità di circa 82 chilometri ed è stata registrata alle 7:34 ora locale. Il movimento tellurico è stato avvertito in numerose regioni del Paese, comprese Bogotá, Cali, Manizales e Armenia, provocando momenti di forte apprensione tra la popolazione.
Crolli e feriti a Quibdó
La situazione più grave viene segnalata nel dipartimento del Chocó, dove a Quibdó, capoluogo della regione, sono stati riportati feriti e ingenti danni agli edifici. Le prime immagini diffuse dai media locali mostrano strutture danneggiate, parti di edifici collassate e numerosi detriti sulle strade. Le autorità stanno effettuando sopralluoghi e controlli per comprendere la portata dei danni e stabilire con maggiore precisione quante persone siano rimaste coinvolte. Il bilancio è quindi ancora provvisorio.
Terremoto in Colombia, danni anche a Manizales e Cali
Tra le località maggiormente colpite figurano anche Manizales e Cali, nella Colombia occidentale. In entrambe le città sono stati segnalati calcinacci sulle strade, edifici fortemente danneggiati e cornicioni crollati nelle aree centrali. Un ulteriore problema riguarda però le comunicazioni interrotte da e verso Manizales e Cali, che rendono più difficili le verifiche e la raccolta di informazioni sulle conseguenze del sisma. Alejandro Eder, il sindaco di Cali, ha annunciato che nella città sono crollati almeno 20 edifici in seguito al violento sisma. Alcune persone sono rimaste intrappolate.
Secondo quanto riferito da Blu Radio, sotto le macerie dell’ospedale universitario di Cali ci sarebbero anche dei bambini tra le persone intrappolate. Le squadre di soccorso sono impegnate nelle verifiche e nelle operazioni di assistenza.
La profondità della scossa ha amplificato la percezione
La notevole profondità dell’evento ha contribuito a far percepire il terremoto anche a considerevole distanza dall’epicentro, facendo tremare abitazioni ed edifici in diverse località. Il Chocó è una delle aree della Colombia maggiormente esposte al rischio sismico, trovandosi in una regione caratterizzata da una significativa attività tettonica.
Le autorità hanno invitato la popolazione a mantenere la calma e a seguire le indicazioni degli organismi di emergenza, mentre proseguono le verifiche nelle aree interessate.
Terremoto in Colombia, la Farnesina monitora la situazione: “Nessun italiano coinvolto”
La Farnesina sta seguendo da vicino gli sviluppi del violento terremoto che ha colpito la Colombia, provocando numerose vittime e ingenti danni agli edifici. Il ministero degli Esteri italiano è in contatto con l’ambasciata d’Italia a Bogotá per monitorare la situazione.
“Il ministro Antonio Tajani è informato”, fa sapere la Farnesina attraverso il proprio account su X, precisando che al momento “non risultano italiani coinvolti”.
Per emergenze o eventuali segnalazioni, il ministero invita a contattare l’ambasciata italiana a Bogotá al numero (+57) 3229459192 oppure l’Unità di Crisi al +39 0636225. È inoltre possibile scrivere all’Unità di Crisi all’indirizzo unita.crisi@esteri.it.
