L’Italia non farà marcia indietro, almeno fino a Ferragosto, sui controlli alle frontiere con la Spagna introdotti dopo la crisi migratoria di Ceuta. A confermarlo è stato il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, che al Gr Radio Rai ha indicato nel 15 agosto la prima data possibile per un ritorno alla situazione precedente.
Schengen, Tajani: “Il rischio terrorismo non può essere sottovalutato”
“Il rischio terrorismo e il rischio di immigrazione clandestina non possono essere sottovalutati”, ha dichiarato Tajani. “Ecco perché fino al 15 agosto l’Italia non potrà cambiare la sua decisione sulla sospensione di Schengen nei confronti di aerei e navi provenienti dalla Spagna. Dopo, quando la situazione sarà tornata alla normalità, siamo pronti a ripristinare la situazione precedente“.
La misura era stata introdotta da Roma il 1° agosto, dopo l’arrivo in massa di decine di migliaia di persone a Ceuta, enclave spagnola in territorio nordafricano, attraverso il confine con il Marocco. I controlli italiani riguardano in particolare i cittadini di Paesi extra Ue che arrivano dalla Spagna via mare o via aerea, mentre per i cittadini europei non sono state introdotte nuove formalità sistematiche.
A pesare sulla decisione del governo italiano è anche il timore di un nuovo tentativo di ingresso di massa a Ceuta il 15 agosto, dopo la diffusione sui social di appelli a raggiungere l’enclave. È proprio questa scadenza a spiegare perché Roma, nonostante le pressioni di Madrid, non intenda per il momento revocare i controlli.
La risposta della Spagna e lo scontro con Roma
La decisione italiana ha aperto un duro confronto diplomatico con il governo di Pedro Sánchez. Dalla mezzanotte dell’8 agosto anche la Spagna ha ripristinato controlli sui passeggeri provenienti dall’Italia nei principali aeroporti del Paese. Nella prima giornata sono stati controllati circa 200 viaggiatori, mentre Madrid ha previsto di mantenere la misura almeno fino al 7 settembre.
Sul fondo rimane una lettura distorta della crisi avvenuta a Ceuta. Roma ritiene necessario prevenire eventuali movimenti migratori secondari verso altri Paesi dell’Unione. La Commissione europea ha invece sottolineato che, fino a questo momento, non risultano trasferimenti di migranti da Ceuta verso la Spagna continentale o altri Stati europei e che gran parte delle persone entrate nell’enclave è stata riportata in Marocco.
Il 15 agosto diventa quindi la prima vera scadenza dello scontro: se la situazione a Ceuta resterà sotto controllo, Tajani apre alla possibilità di eliminare le restrizioni e riportare i collegamenti tra Italia e Spagna alle normali regole dello spazio Schengen.
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