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Marcinelle, delegati voltano le spalle e scoppia la polemica: cosa è successo

Alla cerimonia per il 70° anniversario al Bois du Cazier alcuni delegati si sarebbero voltati di spalle; la Fgtb belga ha rivendicato la protesta contro la presenza di FdI, mentre il governo parla di gesto grave.

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Due persone presenti alla cerimonia di commemorazione per la tragedia di Marcinelle dell'8 agosto del 1956, si girano durante l'intervento del presidente del Senato, Ignazio La Russa

Due persone presenti alla cerimonia di commemorazione per la tragedia di Marcinelle dell'8 agosto del 1956, si girano durante l'intervento del presidente del Senato, Ignazio La Russa, 8 agosto 2026 ANSA

Redazione di Redazione

Bois du Cazier è il luogo dove si è svolta la cerimonia per il 70° anniversario della strage di Marcinelle e la commemorazione è stata segnata da una polemica politica che ha distolto l’attenzione dal ricordo delle vittime. Durante l’intervento del presidente del Senato, secondo la ricostruzione diffusa da Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, alcuni rappresentanti della Cgil presenti alla cerimonia si sarebbero voltati di spalle mentre veniva letto il messaggio del presidente della Repubblica.

La protesta a Marcinelle e la rivendicazione sindacale

La contestazione è stata però rivendicata dalla sigla sindacale belga Fgtb, che ha spiegato di essersi girata in segno di protesta contro la presenza di partiti considerati di estrema destra, in particolare contro FdI, definendone la partecipazione non appropriata in un luogo simbolico per l’emigrazione italiana. Vincent Pestieau, segretario regionale del sindacato a Charleroi, ha chiarito che la protesta non era rivolta al presidente Mattarella, ma al fatto che Ignazio La Russa stava parlando a nome del governo.

Nel corso della commemorazione sono affiorate tensioni tra delegazioni e osservatori: alcuni cronisti e rappresentanti politici hanno segnalato le immagini del gesto, mentre il sindacato belga ha assunto la responsabilità della protesta, parlando esplicitamente di opposizione alla partecipazione dei partiti che considera fascisti. La vicenda ha spostato il centro dell’attenzione dalle parole di memoria alle dinamiche politiche presenti alla cerimonia.

Le reazioni del governo e degli esponenti politici

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta definendo il gesto «grave e vergognoso» e ha parlato di una contestazione trasformata in un atto di disprezzo verso le istituzioni dello Stato, sottolineando come Marcinelle sia un luogo destinato alla memoria, al rispetto e alla dignità del lavoro. Il premier ha invitato a non politicizzare la commemorazione, considerando inappropriato il comportamento denunciato nel momento in cui l’Italia rende omaggio alle vittime.

Dal fronte politico sono giunte accuse e repliche: il capodelegazione di FdI al Parlamento europeo Carlo Fidanza ha parlato di una scena vergognosa e ha affermato che «la sinistra dovrebbe dissociarsi». Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha respinto le accuse, sostenendo che il sindacato non si gira mai dall’altra parte e ha inoltre criticato la presa di posizione della premier, etichettando come bugie i commenti rivolti all’organizzazione sindacale.

Memoria, numeri e significato storico

La commemorazione ricordava i 262 minatori che il 8 agosto 1956 persero la vita nella miniera di carbone del Bois du Cazier a Marcinelle, tra cui 136 cittadini italiani, cifra che rappresenta più della metà delle vittime e che testimonia la portata umana della tragedia. La strage, causata da un incendio durante le operazioni di estrazione, ha segnato profondamente la storia dell’emigrazione italiana nel dopoguerra e ha posto in rilievo le condizioni di lavoro estremamente dure nelle miniere della Vallonia.

Marcinelle è diventata simbolo del sacrificio dei lavoratori italiani all’estero e dal 2001 l’8 agosto è riconosciuto come Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, istituita per mantenere viva la memoria degli italiani morti lavorando all’estero. Nel 2026 la tragedia assume anche dimensione europea, con una risoluzione del Parlamento europeo che propone l’istituzione dell’8 agosto come giornata europea in memoria delle vittime del lavoro e per la tutela della sicurezza sui posti di lavoro.

La polemica esplosa durante la commemorazione ha dunque aggiunto una dimensione politica a un appuntamento che celebra Marcinelle protesta e ricorda le vite spezzate in condizioni di lavoro precarie, mettendo al centro questioni di memoria collettiva, rappresentanza sindacale e il richiamo alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. In questo contesto la conservazione del carattere unitario della commemorazione rimane uno degli aspetti più evocati da tutte le parti coinvolte, mentre la ricorrenza richiama erneut l’impegno per la prevenzione degli incidenti e la dignità delle condizioni lavorative.

Nel dibattito che è seguito alla cerimonia le immagini e le parole pronunciate nei giorni del 70° anniversario continueranno a essere citate nelle valutazioni politiche e sindacali, e il caso rimane al centro della discussione pubblica su come conciliare commemorazione e presenza di rappresentanze politiche, mentre si onorano i 262 uomini la cui memoria persiste come monito e come parte della storia del lavoro e dell’emigrazione italiana.

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